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storia d'eroi

Le tre “c” caratterizzano l’ultima “fatica” cabarettistica dei “Dolci & Gabbati”: Classe, Cultura, Costumi.

Enrico Manna, Anna Impegnoso, Concetto Venti, Laura De Palma accompagnati al pianoforte dal talento musicale del Maestro Franco Pennisi, si ripresentano al pubblico catanese con uno spettacolo – omaggio alla storia dal titolo “Storia di eroi ed…eroina” alludendo non tanto alle sostanze stupefacenti  ma quanto al femminile del termine “eroe”, l’Anita compagna dell’eroe dei due mondi, Garibaldi.

Nel 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia sfociato quest’anno in un giorno di festeggiamenti aggiungendo un “rosso” (il 17 marzo) al calendario (e qui è pertinente il richiamo alla camicia rossa della spedizione dei Mille), i “Dolci & Gabbati” danno la loro personale impronta  alla commemorazione richiamando il pubblico a riflettere sulla stupefacente epopea umana.

Non lo faranno in modo tradizionale ma partendo da un telefilm cult proiettato nel futuro: “Star Treck”. Sul palcoscenico un enorme schermo televisivo telato aperto al centro che, dopo la visione di filmati ed interviste ai personaggi, permette di farli entrare animati dagli attori. Il risultato è sorprendentemente d’impatto, emozionante, suggestivo.

I costumi sono impeccabili, curati nei dettagli, in cambi dalla velocità, oseremmo definire, da trasformismo puro.

La regia dello spettacolo, non semplice nella gestione e nelle realizzazioni, è affidata al sempre attento, originale, eclettico Armando Sciuto.

S’apprezzano le parodie musicali  articolate che recano la firma della folk singer Laura De Palma; sue l’interpretazione di vari ruoli ma soprattutto quello dell’eroina Anita, spigolosa, a tratti dura nell’espressione seria probabilmente conscia dell’importanza storica del personaggio.

Concetto Venti, il fine dicitore, in questo spettacolo veste i panni del padre del “dolce stil novo” Dante sommo vate(r), dalla parlata fiorentina, dal vistoso naso aquilino, dell’orecchiuto mister Spok, del grande Zeus padre degli dei dell’Olimpo, solo per citarne alcuni,  con una facilità che solo un attore consapevole delle proprie capacità saprebbe fare.

Un plauso particolare e sentito va al talento musicale del Maestro Franco Pennisi, impeccabile al pianoforte, appartato al suo cantuccio del palcoscenico, persona schiva, che riesce ad emozionare soprattutto durante l’esecuzione egregia della celeberrima “Granata”. Al termine della quale l’attore Enrico Manna da il corpo e la voce a Sancho Panza della Mancia, compagno fedele di Don Chisciotte, preoccupato di dover dimagrire nonostante il suo incontrollato, vorace appetito.

Enrico Manna, il mattatore dalla mimica innata, sempre presente, instancabile sul palcoscenico, poliedrico e sempre adeguato è Garibaldi, Romolo, il dio dell’amore Cupido, il capitano Kirk, Virgilio. Lo abbiamo applaudito per la sua capacità di essere personaggio, istrionico più che mai. Esilarante più che mai nella sua performance finale di un “irato” colonnello Gheddafi.

Anna Impegnoso, che osammo non erroneamente definire in passato la “Anna Marchesini della Trinacria”, premio “Angelo Musco” come migliore attrice non protagonista l’anno appena trascorso, è una ironica e a tratti commovente regina di Francia, Maria Antonietta nell’attimo precedente alla decapitazione. Il suo è un monologo intenso, appassionato che solo un’attrice con l’esperienza e la capacità espressiva di Anna Impegnoso avrebbe  potuto affrontare. Molto sensuale sulla scena, è una “bellissima” Francesca da Rimini direttamente estrapolata dal famoso V canto dell’Inferno di Dante, ossessionata dalla vicinanza opprimente di Paolo, una dolce e “focosa” Lucia Mondella, una conturbante lupa dei gemelli più famosi della storia: Romolo e Remo.

Un viaggio, dunque, che parte dal futuro e attraversa, in senso temporale, l’epopea uomana tra letteratura, mitologia, storia.

Uno spettacolo piacevole, di cultura, mai triviale nei suoi passaggi comici che diverte, induce alla riflessione, apprezza la bravura e fa apprezzare i personaggi nelle più piccole sfumature  delle loro personalità.

“La storia insegna che la storia non insegna nulla”, diceva Alessandro Manzoni. Dagli errori del passato l’uomo non ha tratto alcun insegnamento: le guerre esistono ancora, il fanatismo è ancora imperante in chi ci governa.

Noi scriviamo i libri di storia, noi siamo la storia: Storia di eroi e di…eroina. Parola dei “Dolci & Gabbati”!

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Fotografie: Marco Manna

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