Giappone: rinunciare a vivere per non evacuare

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giapponeLa fierezza di un popolo, il legame con le tradizioni e i luoghi di origine, questi i sentimenti che animano i giapponesi vistisi costretti a lasciare i propri affetti a causa delle conseguenze del terremoto dell’11 Marzo.

Conseguenze che conosciamo tutti fin troppo bene: terremoto, tsunami e grave incidente nucleare, il più grave dal disastro di Chernobyl del 1986.

Questo popolo martoriato si sta rimboccando le maniche per ricominciare ma c’è chi non ce la fa a lasciare ciò che ama, arrivando anche a rinunciare a vivere per questo.

Queste le probabili motivazioni che si nascondono dietro il suicidio di un giapponese ultracentenario, 102 anni per l’esattezza, che per non lasciare il villaggio in cui vive, Iitate, che si trova a 40 km dalla centrale di Fukushima n.1, si è tolto la vita.

Secondo le autorità giapponesi l’episodio risale a martedì, dopo che il governo di Tokyo ha annunciato il proposito di ampliare l’area di evacuazione, includendo anche il villaggio di Iitate, dove già erano stati registrati valori di radioattività decisamente più alti alla norma.

L’estensione della fascia di sicurezza, a fronte dei 20 km iniziali e degli ulteriori 10 km di rispetto, è legata alla considerazione degli alti livelli di radiazione riscontrati in seguito al terremoto.

Fonte: ANSA

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