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gli uomini ombra

Ma chi è Carmelo e cosa ha fatto di così tanto importante da entrare nel luogo-simbolo della legalità?

Carmelo Musumeci è una persona ristretta ormai da molti anni con una condanna all’ergastolo con l’aggravante dell’ostatività, il 4bis, ed è attualmente detenuto nel carcere di Spoleto; sembrerebbe una contraddizione, ma per noi non lo è, che una persona che dovrebbe aver commesso un reato, e quindi infranto la legalità, entri alla Camera dei Deputati, (deputata, appunto, a creare legalità), luogo in cui dovrebbero stare solo persone legalmente e moralmente integre, ineccepibili, ma il condizionale è d’obbligo, lo riteniamo necessario, non ci sentiamo di non usarlo, in questo sostenuti da alcune affermazioni ascoltate ieri.

Carmelo, in questi lunghi anni trascorsi in varie carceri italiane dove ha sperimentato anche l’atrocità del 41bis, non si è mai arreso, ha sempre fatto sentire la sua voce con articoli e interviste e ha scritto vari libri sia di fiabe che di racconti e uno di questi, il suo più recente, “Gli uomini ombra”, pubblicato da Gabrielli editore, è stato presentato ieri a Roma nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati in via del Seminario.

Hanno parlato di Carmelo e del suo libro persone che, a vario titolo, sono in contatto con lui: ha introdotto e coordinato gli interventi Susanna Marietti dell’associazione Antigone che dopo aver riassunto brevemente, per chi non la conoscesse, la storia di Carmelo, ha dato la parola a Giovanni Russo Spena, autore della postfazione al libro di Carmelo e responsabile giustizia del Prc; è stato poi il turno di Vauro Senesi, noto semplicemente come Vauro, disegnatore, che ha arricchito il libro di Carmelo con alcune sue creazioni. E’ toccato poi a Rita Bernardini, deputato radicale eletta nelle liste del Pd, da sempre molto attenta ai problemi del pianeta carcere, a intervenire. Dopo di lei ha parlato Giuseppe Ferraro, docente di filosofia all’università di Napoli e volontario nel carcere di Spoleto dov’è Carmelo, e Carlo Florio, docente di diritto penitenziario all’università di Perugia, con cui Carmelo sta per discutere la tesi della sua laurea specialistica in Giurisprudenza. Ha concluso la serie degli interventi Nadia Bizzotto, della comunità Giovanni XXIII, che da tempo è presente nel carcere di Spoleto con i suoi volontari, la quale incontra settimanalmente Carmelo e ne è diventata amica come lo sono i docenti Ferraro e Florio.

Ci ha personalmente emozionato l’intervento del prof. Ferraro che ci ha fatto percepire quanto profonda e sentita sia ormai la sua amicizia con Carmelo con cui condivide da tempo anche una sorta di dialogo a distanza pubblicato su http://urladalsilenzio.wordpress.com; ci hanno lasciato piacevolmente sorpresi le parole del prof. Florio quando ha raccontato che porta i suoi allievi in carcere da Carmelo per imparare dal vivo cosa sia il diritto penitenziario e vogliamo concludere con l’affermazione finale del caloroso intervento di Vauro che ci trova totalmente consenzienti: “Non è Carmelo ad aver bisogno di noi e delle nostre lettere ma noi di lui”: ci auguriamo che la richiesta di grazia a suo favore, che sta per essere inoltrata a Napolitano, possa essere esaudita.

Per informazioni sul libro info@gabriellieditori.it – www.gabriellieditori.it.

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