Street children

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Nelle strade di New Delhi, città indiana, vivono oltre 50 mila bambini costretti a mendicare, a vendere e a vendersi agli incroci o a raccogliere rifiuti per potere sopravvivere.

Una triste realtà nonché un malessere sociale che si dirama in percentuale sempre più alta anche se è triste ammetterlo; è un fenomeno in crescente evoluzione che attribuisce a questi bambini l’appellativo di “Street children”.

Questo è quanto purtroppo emerge dalle ultime indagini condotte da un’organizzazione britannica, “Save the Children” attraverso cui è possibile delineare un quadro preciso dello sfruttamento degli ”Street children” nella capitale indiana popolata da oltre 15 milioni di abitanti.

La ricerca condotta da “Save the Children” risale all’estate del 2010.

Gli Street children sono bambini oltreché essere umani, privati dei loro diritti e obbligati a soccombere a doveri molto più grandi e impegnativi delle loro capacità e della loro portata, dai quali ogni bambino dovrebbe essere tenuto distante in quanto “bambino”; questo evidentemente non è un dettaglio rilevante per certi tipi di realtà.

Proviamo a riflettere su quante persone, coppie, famiglie impossibilitate ad avere un bambino, adotterebbero uno o più di questi ragazzini, donando loro una possibilità di vita migliore, strappandoli via dalla strada e donando loro tutti i mezzi per usufruire dei diritti che dovrebbero essergli riconosciuti, in quanto esseri umani.

In India oltre il 20% dei 50.000 bambini di strada lavora nel vasto settore dello smaltimento dei rifiuti, il 15% sono ambulanti e un altro 15% sono accattoni, mentre il resto e’ impiegato come garzoni e tuttofare nelle officine e nelle trattorie.

india[1]La ricerca condotta lo scorso anno da “Save the Children”, mette drasticamente in luce inoltre la dipendenza da droghe e gli abusi a cui questi bambini indiani sono sottoposti da parte di adulti e anche dalle forze di polizia del luogo.

Fonte: www.ansa.it

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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