I° maggio: due piazze a confronto

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IN ONDA, su La7 alle 20.30, condotto dalla collaudata coppia Luisella Costamagna e Luca Telese, torna per una nuova puntata dedicata all’1 maggio 2011, che viene ricordato non solo per il consueto “concertone”  di Piazza San Giovanni, evento che diventato oramai un appuntamento fisso per le più acclamate rockstar italiane, ma anche per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Ad animare il talk in studio il Presidente del Partito Democratico On.Rosy Bindi e il vaticanista del quotidiano ‘La Stampa‘ Andrea Tornielli,
Giorni strani e brulicanti.  Una giornata televisivamente densa di eventi. Al tradizionale Concerto promosso da CGIL, CISL e UIL, in diretta su RaiTre da Piazza S. Giovanni in Laterano a Roma, si aggiungono le celebrazioni per la beatificazione di Papa Wojtyla.  L’atmosfera surreale del primo maggio di Roma vede protagoniste due piazze: quella del popolo religioso e quella dei lavoratori. Pellegrini per la Santa Fede e pellegrini per la musica italiana. 2 milioni di persone che hanno invaso le strade della capitale, mosse da aspettative differenti.

Piazza  San Pietro, oltre i limiti della saturazione, oltre ogni aspettativa, mette in evidenza che i pellegrini tornano a riempire Roma e se tanta gente arriva a Roma significa che questo Papa ha fatto e dato molto alla spiritualità cattolica  e che il grido “santo subito” è stato accolto come una richiesta del popolo della fede. Il 22 ottobre è il giorno destinato ai festeggiamenti per il nuovo beato.  Una grande massa di persone commosse e coese a testimonianza del segno lasciato nel cuore dei fedeli. Lacrime, cori, fedeli in ginocchio sui sampietrini, applausi e bandiere che sventolano, mentre un drappo scopre un’immagine di Giovanni Paolo II. Un sole che non può non apparire simbolico ha invaso la capitale. Il soffitto azzurro di questo primo maggio romano sembra una specie di miracolo tutto dedicato ai pellegrini, dopo la pioggia scura e persistente degli ultimi giorni. “Una giornata importante – afferma Rosy Bindi – una straordinaria prova di fede e di umanità, tutti insieme per assistere a un momento importante che non è stridente con la festa dei lavoratori… le parole di Berlusconi, invece…dovrebbe avere un pò di pudore prima di parlare di valori!” – “Wojtyla è stato un Papa che è passato alla storia, è il Papa del no alla guerra, il Papa più politico, anche se ha mantenuto la Chiesa nella conservazione, ha dato una spallata al muro di Berlino, è stato il Papa delle folle, un testimone di fede assolutamente credibile ed è per questo che attira molti giovani”.

Altra storia per chi abita l’altra parte della città. Non è difficile immaginarlo. La piazza del  tradizionale appuntamento musicale, le note rock rimpiazzano probabilmente il beato silenzio di quell’altra Roma, il  cielo terso però è lo stesso su tutta la città. Il tema artistico scelto per il concerto è “La storia siamo noi” e   ruota attorno a tre parole: storia, patria e lavoro, quest’ anno rappresenta infatti un’ occasione per festeggiare i 150 anni dell’ Unità d’ Italia. Enrico Capuano conduce la prima parte del Concerto, quella che televisivamente si chiama “Anteprima”. Un pensiero ai lavoratori, ai disoccupati, ai precari, alle casalinghe. E poi l’invito a far “caciara”.  La gente di questa piazza si sente diversa, qui la folla, cerca un significato politico, dove la politica è assente. Bandiere, slogan e rituali, per sentirsi uniti, per far fronte alla disoccupazione, soprattutto giovanile, alla  precarietà, per dire NO al nucleare e far capire che si tratta di un’energia troppo pericolosa per continuare ad essere utilizzata e a rappresentare una delle maggiori fonti di approvigionamento. Importante manifestazione nella giornata internazionale dei lavoratori, una giornata di intrattenimento e spettacolo dove sicuramente si è parlato  anche di temi molto importanti.

Che ci sia un bisogno di “fede e speranza” da entrambe le parti,  è innegabile, vista la moltitudine di persone accorse per festeggiare questi due eventi, ma una folla anche per il matrimonio di William  e Kate, per i funerali di Diana, del Papa, ai concerti, insomma folle diverse in cerca di significati, in un mondo globalizzato, folle alla  ricerca  degli  aspetti vari, della vita, folle in preda ad  un enorme potere di suggestionabilità reciproca, di tipo ipnotico, in cui tutti i sentimenti vengono esaltati e accomunati. Sarà per questi motivi che si sente il bisogno di appigliarsi a qualcuno o qualcosa per  rincorrere qualche pensiero positivo che permetta di vedere il futuro con un briciolo di speranza, in modo da fermare i pensieri sui fatti reali e non sulle fantasie, sulle paure, sulle ansie.  Associarsi, aggregarsi,  condividere in un concentrato di umanità,  forse sarà perché libertà è partecipazione…

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