Il solito spauracchio della patrimoniale

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In un cena “In rosa”“ organizzata a Milano dalla Santanchè, non si è capito bene se “in rosa” volesse dire” il colore delle donne” o se fosse in onore di “mamma Rosa” del divin figliolo, Berlusconi è intervenuto con la solita telefonata propagandistica.

Padronissimo. OK.

Ma quello che ha detto è rivoltante e menzognero. Si è rivolto alle signore presenti con toni da unto del Signore, da nuovo Cristo in terra:

–       “Voi, care signore, siete le missionarie di verità e libertà”. Ci mancava poco che consegnasse loro il simbolo del partito con la stessa cerimonia con cui si consegna il crocefisso ai missionari cattolici.

–       “Diffidate di Pisapia, perché ha una faccia rassicurante e sembra un moderato, ma è un diavolo rosso mascherato. Infatti , non dimentichiamo che viene da Rifondazione, poi è passato a Sinistra e Libertà e ha tra i suoi sostenitori anche i Centri Sociali: quei violenti che qualche giorno fa hanno aggredito a Napoli il nostro candidato sindaco, Gianni Lettieri”.

–      ”Dio non voglia che diventi Sindaco perché la prima cosa che fa è reintrodurre l’ICI per la prima casa”. Pisapia non lo ha mai detto.

–      ”Aumenterà il prelievo sulle rendite dal 12,50% al 25%”. A parte che nessuno ha mai parlato del 25%, ci vorrebbe, però,  come minimo, una legge nazionale  per rendere efficace un simile provvedimento, anche con federalismo fiscale in vigore.

–       “Metterà un’imposta patrimoniale per diminuire il debito pubblico”. Pisapia non ha mai parlato di patrimoniale. E’ il solito spauracchio, inventato di sana pianta dal papi, che tira fuori ad ogni bordata elettorale.

–       “Pisapia aumenterà le intercettazioni telefoniche a Go-Go”. Come faccia ad aumentare le intercettazioni, da sindaco, è una balla colossale, ma tant’è per il papi, sarà il sindaco a comandare i pm o la polizia giudiziaria.

–       “Le frontiere non solo saranno aperte ma addirittura spalancate”. Come faccia Pisapia, da sindaco, a spalancare le frontiere non si sa, semmai non caccerà i migranti che dovessero arrivare.

Intanto che ascoltavo queste cose, da una radio locale, tornavo da una riunione, piccola ma interessante indetta dal candidato sindaco del PD a Bologna, Virginio Merola.

Tutt’altro modo di parlare. Si è parlato di come migliorare il traffico, di come migliorare le rete degli asili nido, di come migliorare la rete di assistenza agli anziani, sia sanitaria che alberghiera, di come fare in modo che le nostre strade siano più sicure, con marciapiedi percorribili e con la presenza di vigili, di come aiutare gli sbandati, tenere pulita la città, favorire gli orari degli esercizi commerciali, coordinarsi con gli altri comuni,  favorire il turismo, migliorare le scuole di ogni ordine e grado,  dare nuova vita all’Università, promuovere iniziative per il verde, per le piste ciclabili, per una città vivibile. Bologna insomma.

Pur comprendendo che Berlusconi non farà il sindaco di Milano anche se, astutamente si è messo come capolista, chiara mossa elettorale per promuovere uno di quei referendum sulla sua persona che gli piacciono tanto, non ha detto una parola su Milano, di come è messa, o che cosa vorrebbe fare per quella città.

Ha elogiato la Moratti, ma in secondo ordine. Ha tenuto, invece,  una lunga requisitoria sulla giustizia, dicendo anche che i giudici dovrebbero essere eletti da popolo, ha parlato di Tremonti e di Letta. Così tanto per farla lunga.

Le parole d’odio e di rancore contro il candidato di sinistra Ecologia e Libertà, Pisapia, sono state pesanti.

Ma non è una novità e neppure una meraviglia: quando non si sa come fare bene la politica, rimane solo la propaganda ipocrita contro la persona avversaria. E soprattutto si alimenta la paura. Con un sindaco come Pisapia, rosso come il diavolo, miseria e  morte saranno i compagni dei milanesi.

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