La dinastia al potere

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Macché Tremonti. È tutta una messa in scena quella di dire che, se per caso, lui, il Silvio, si ritirasse, il timone passa a Tremonti. E’ un regalino per la Lega, adesso che è tornata all’ovile, ma un regalino finto, perché il successore di Berlusconi vecchio, sarà la figlia silvietta, ovvero l’arrogante Marina.

Si sta preparando per il ruolo. Lo si vede da come tratta i giornali non di famiglia e da come  emerge la sicumera di famiglia. Lei lo sa.

L’ipotesi della sua candidatura appare e scompare come un miraggio sulle pagine della stampa di centrodestra e sui giornali di famiglia, magari per essere smentita il giorno dopo, e rilanciata quello successivo.

Spesso nella comunicazione del lessico berlusconiano ci si trova di fronte a messaggi apparentemente contraddittori, ma in realtà molto sofisticati, per cui occorre provare a capire le ragioni di questa apparente illogicità. Lo stesso scontro con Saviano sta dentro questa scia, così come  lo stesso  scontro duro, odierno, contro il quotidiano la Repubblica.

Tanto per cominciare, il padre le sta preparando la successione. Le leggi costituzionali che vuole fare: modifiche sostanziali alla Costituzione e riforma “epocale” della giustizia, sono studiate apposta a sua immagine, per garantire l’impunità alla sua successione.

È un buon padre di famiglia, non vorrete mica che tutto quel popò di roba pubblica e di notorietà che ha conquistato vada consegnata alla Lega e tantomeno a Tremonti.

Ormai è assodato e lo dicono anche i giornali di famiglia. A sostituire Berlusconi padre, sarà la figlia, che, in quanto erede di cotanto conflitto di interessi si troverà invischiata negli intrallazzi di famiglia e quindi il padre cerca di garantirle  un futuro in politica, con le riforme costituzionali, per evitarle le sbarre.

Berlusconi, attuando in pieno il progetto della P2, farà approvare a questa maggioranza comprata e fatta solo di numeri senza teste.

– uno scudo protettivo costituzionale per gli onorevoli o per le alte cariche dello stato.

– il bavaglio costituzionale alla stampa non controllata dalla famiglia,

– l’azzoppamento costituzionale dei giudici,

– il divieto costituzionale delle intercettazioni, così la figlia sarà libera da qualsiasi controllo semmai le pungesse vaghezza di parlare troppo.

– la possibilità costituzionale di scegliere chiunque da mettere in parlamento, magari un bel “velino”.

Sotto la parola “riforme costituzionali”, che notoriamente richiedono tempo, sono chiare le intenzioni del vecchio arcoriano, preparare il terreno giusto per la sua silvietta.

Ora è sorretto abbastanza saldamente dai pali degli “irresponsabili” premiati e con l’aiuto degli stessi riuscirà a portare a termine la sua “missione politica”.

È un’ipotesi che può essere più veritiera di quanto si pensi. Berlusconi non lascerà mai il suo potere politico a qualcun altro che non alla sua famiglia.

Oltre al grande impero mediatico, Marina erediterà la Presidenza del Consiglio e magari il padre, farà il Presidente della Repubblica.

Una dinastia al potere, è questo che ci aspetta? Assurdo? Mica tanto.

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