Stiamo tutti bene? Vento di rivolta!

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Come ogni giovedì, una nuova puntata di Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro. Tema della serata, la crisi del Paese, aperta con la domanda rivolta agli ospiti in studio: “Stiamo tutti bene?”

Mentre tutti i nostri governanti sono impegnati nelle crisi interne, dovute, soprattutto, ai rapporti tra il Premier e la Lega Nord che stanno cedendo, il Paese rischia di ritrovarsi in una profonda crisi economica che sembra passata in secondo piano. L’Italia è un paese dove può capitare di tutto: al voto si, no, subito. Poi la convergenza del Pdl e della Lega. Poi dichiarano che possiamo mettere fine alla dittatura libica e infatti la bombardiamo, poi la Nato afferma che finché Gheddafi è vivo la guerra continua…forse ci sentiamo disorientati da cotanta chiarezza e allora, ecco che dallo studio arrivano le spiegazioni.

Pierluigi Bersani, leader del Partito Democratico, che  dichiara che in 8 anni di governo Berlusconi non ci sono mai stati miglioramenti e “bisogna risolvere il disagio del popolo leghista che io capisco, ha votato leggi salva-premier, che voleva il federalismo per abbassare le tasse e si ritrova un federalismo dove i comuni devono alzare le tasse, questa gente non voleva la guerra e abbiamo bombardato, per questo abbiamo assistito alla sceneggiata di Bossi, allora cosa faranno? Ci dicano se vanno o se ci stanno?  Per Berlusconi  governare, è solo un dopolavoro, un governo che è al traino della Lega – ha solo una voglia disperata di sopravvivere senza mai affrontare nessuno dei tanti problemi che affliggono il paese, è una sopravvivenza estenuata. –  Siamo di fronte a tecniche di sopravvivenza: salvare il presidente del consiglio dai processi, evitare il referendum sul nucleare, fare un po’ di sottosegretari. – Sfido la Lega, voglio sfidarla: non può tenere il piede in due scarpe. Se il governo non ha credibilità e l’opposizione non prende credibilità – ha aggiunto il leader del Pd – il paese va allo sbando”.

Pronta la replica di Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia. “Quando si deve assumere una posizione di governo si è assunta una posizione unitaria per cui la mozione è stata approvata con i voti della Lega e del Popolo delle Libertà ha avuto una netta maggioranza e la posizione dell’Italia è definita in un contesto internazionale. Piuttosto è stata l’opposizione a dividersi. “La mia posizione è sempre stata critica, fortemente critica nei confronti di questa guerra – ha aggiunto Formigoni – nei fatti molto vicina a quella della Lega. Sono stato critico anche nella prima parte di questa vicenda quando ci eravamo limitati a concedere le basi ed erano gli altri a fare le missioni di bombardamento. Credo che il mondo intero e non solo l’Italia sia vittima di un grande abbaglio: non conosciamo quello che succede nei Paesi arabi, i meccanismi tribali di clan che governano la Libia, sono tutti convinti che se Gheddafi morisse il problema si risolverebbe. Basta conoscere qualche cosa, aver letto qualcosa della stampa di questi anni per rendersi conto che Gheddafi si regge su una base di consenso, piaccia o non piaccia, fatta di clan. Il rischio è che questa guerra  peggiori la situazione piuttosto che migliorarla.

E si ricomincia, con il ping pong verbale, mentre il collegamento in diretta da Carbonia racconta l’impatto della crisi economica in Sardegna, dove pastori, artigiani, commercianti, operai, lavoratori, riuniti dalla reale difficoltà di sopravvivenza stanno protestando :“Siamo arrabbiati nei confronti di una politica che non ha tempo per la soluzione dei problemi, è l’ora della rivolta!”.

In effetti assistiamo per la prima volta ad un blocco sociale dal basso che manifesta l’intensità e la forza del disagio italiano, la confluenza di più categorie sarde sono una vicenda pilota a cui fa seguito anche lo sciopero nazionale, pertanto non mi sembra che stiamo tutti bene. Se a Carbonia prima c’erano le miniere, le fabbriche, gli artigiani, le attività  e ora non c’è più nulla, anzi, c’è il presidio dei lavoratori arrabbiati, disperati e in lotta, è segno che la politica ha problemi seri. Come la togliamo la profonda oppressione dell’angoscia del futuro? Indubbia la crisi economica globale ma, noi abbiamo anche l’aggravante di una maggi

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