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chiesa di Santa Monaca a FirenzePerché un titolo inglese per un evento che si svolge a Firenze? La risposta fornitaci dagli organizzatori è stata: primo perché Firenze è la culla dell’arte e, in questo modo, vuole quindi essere ancora più ospitale verso le migliaia di turisti che la affollano e poi perché, da una loro indagine, risulta che amano di più la lirica, e in particolare i compositori italiani, le persone straniere, soprattutto quelle di lingua inglese (ieri sera eravamo gli unici italiani nel pubblico!), ecco quindi spiegato il motivo del titolo in inglese.

Una location intima e straordinariamente bella, la chiesetta di santa Monaca “di qua d’Arno” come si dice a Firenze, nei pressi di palazzo Pitti, Ponte Vecchio e Santo Spirito e un programma denso di arie e duetti celebri, tratti dalle opere di quattro grandi autori, interpretati dal basso-baritono Leonardo Sagliocca e dal soprano lirico leggero Elise Efremov-Bobescu accompagnati al piano da David Boldrini.

Quella di ieri sera è stata la prima di una serie di serate organizzate dall’Ensemble San Felice, presieduta e diretta da Federico Bardazzi, la prossima delle quali sarà il 27 maggio sempre nella stessa location e con lo stesso solista, Sagliocca, che cambierà partner e programma in scaletta.

Ieri sera i due artisti ci hanno deliziato, accompagnati splendidamente dal bravissimo pianista Boldrini, con la loro voce, con la loro perfetta “empatia” e con la loro bravura attoriale, soprattutto Sagliocca, che ha reso ancora più coinvolgente la loro esibizione.

Ed ecco, per i nostri lettori più melomani, il programma completo della serata:

–      Di Mozart arie e duetti da “Le nozze di Figaro”, da “Don Giovanni” e da “Die Zauberflute” (straordinario il duetto “Crudel, perché finora farmi languir così” da “Le nozze di Figaro” e quello conclusivo, il celebre “Là ci darem la mano” da “Don Giovanni”)

–      Di Rossini una celebre aria da “Il Barbiere di Siviglia” (bellissima interpretazione, sia di Schinocca che di Boldrini al piano, di “La calunnia è un venticello”)

–      Di Puccini arie celebri da “La Boheme – Vecchia zimarra”, da “Gianni Schicchi – O mio babbino caro” e da “Tosca – Tre sbirri e una carrozza”

Il soprano Efremov, essendo di origine francese, ha poi voluto regalarci due brani della tradizione musicale della sua terra: “La nuit de l’etoile” di Debussy e “Claire de lune” di Faurè.

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