Cara Bologna

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La Lega aveva una grande speranza e puntava in alto: vincere a Bologna, o almeno costringere quei  rossi sinistri, al ballottaggio. Ma ha perso.

Il giornale La Padania, è convinto invece di aver vinto. Insiste a dire che la Lega a Bologna è stata “travolgente”. Non ha travolto niente.

Quando in Piazza Maggiore sul tabellone elettronico è apparso il dato finale in cui si leggeva che Virginio Merola, del PD, vinceva al primo turno e segnava 50,5% , ai legaioli è venuto il mal di stomaco, tanto che vogliono addirittura fare ricorso, ricontare le schede. Ma a Bologna non si fanno brogli.

Se si perde si perde lealmente, se si vince si vice lealmente.

La Lega credeva  di vincere  col il solito sistema della paura, ma Bologna non ha paura.

La Lega credeva di vincere e trovava la partita tanto facile da proporre come Sindaco, addirittura il “Trota”, in questo modo offendendo e dando dei cretini a tutti i cittadini, che avrebbero dovuto essere gratificati da cotanta intelligenza indicata per la guida ed il governo della città. Bologna è esigente e non perdona niente.

Il solito sistema della denigrazione dell’avversario, chiamando addirittura Tremonti a raccontare barzellette sul sindaco di nome Merola e sul prossimo che si chiamerà Alì Babà, ha fatto cilecca. Bologna non ama queste barzellette.

Bologna è diversa.

La vittoria netta di Virginio Merola è un fatto. Come Civoli direbbe: questi son fatti non pugnette.

Il tentativo di Maroni, di tenere la città  sotto commissariamento, per un anno e mezzo, convinto che la gente si sarebbe fiaccata e stancata della politica dei sinistri, è miseramente fallito. La politica legaiola non fa presa da queste parti.

Sono state ascoltate invece altre parole,  per esempio, quelle del presidente della Regione,  Errani: “Vogliamo una società responsabile e solidale, per noi benessere non significa avere più degli altri, ma che tutti si sentano realizzati in una società che non lascia indietro nessuno.” Questa è Bologna.

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