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siqillyàh

Vi chiederete come sia possibile…eppure per tre giorni la Sicilia è rimasta “incastonata” nel cuore di Firenze grazie ad “Arcipelago Siqillyàh”, uno dei “lavori in corso” dell’Associazione Culturale che porta lo stesso nome e che ha esposto e venduto i suoi prodotti all’interno della Fortezza da Basso a Firenze nell’ambito della manifestazione, che chiuderà stasera i battenti, organizzata da Terra Futura.

Cos’è Arcipelago Siqillyàh? È una rete di persone e di soggetti economici che si impegnano nella costruzione del “nuovo modello di futuro”, è un primo passo per cambiare ciò che sembra immobile mettendo insieme tante realtà finora isolate.

L’associazione Siqillyàh fa parte della rete denominata G.A.S., acronimo che vuol dire Gruppi di Acquisto Solidale e in questa ottica organizza altri “lavori in corso”, come vengono chiamati, tra cui, per esempio, lo “Sbarco GAS” a Lampedusa e a L’Aquila.

Alla Fortezza da Basso non erano presenti tutte le “isole” di questo arcipelago ma erano comunque una bella rappresentiva dei molti prodotti che la Sicilia sa offrire e che i numerosissimi visitatori fiorentini della mostra hanno dimostrato di apprezzare.

Tra le tante realtà di questo “arcipelago” ci ha colpito, in particolare (dato il nostro interesse per il mondo dei “ristretti”), quella de “L’arcolaio – delizie di Sicilia biologiche e solidali” che si è scelta come “Dolci evasioni” perché le “delizie” vengono prodotte all’interno della casa circondariale di Siracusa integrando le eccellenze dell’agricoltura locale con ingredienti del commercio equo e solidale. Questo progetto fa parte di “Recuperiamoci”, un’idea di Paolo Massenzi per valorizzare tutto ciò che viene prodotto nelle carceri italiane, spesso con materiale di riciclo e di scarto, e che vorrebbe venisse venduto in appositi empori.

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