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La sete di potere, l’arrivismo senza scrupoli: questo il tema fondamentale di “Macbeth”, la più breve delle tragedie di Shakespeare e una delle più affascinanti, per chi scrive la più bella e la più studiata in assoluto.

Ho assistito, nel corso degli anni, a varie mise en scene di questa celebre tragedia ma quella di questa mattina a cura dell’associazione culturale “Venti lucenti” nel “ridotto” del Teatro Comunale di Firenze merita un dieci e lode per vari motivi.

Innanzitutto per la sapiente riduzione del testo shakespeariano a cura della formidabile regista, e anima della compagnia, Manu Lalli che ha immaginato l’escamotage di una compagnia teatrale che deve mettere in scena Macbeth; e ci è riuscita perfettamente anche perché la maggior parte de numerosissimo cast (una cinquantina di elementi) è costituita da adolescenti che hanno magicamente interagito con la loro Manu e con gli altri docenti per creare uno spettacolo corale assolutamente straordinario.

Splendidi i costumi e ottimi i movimenti coreografici, bella la scenografia, pertinenti le musiche scelte da Daniele Bacci, tutto “targato” Venti Lucenti, denominazione che, tra l’altro, ci sembra quasi un ossimoro, molto pregnante, perché al vento, razionalmente, non si abbinerebbe mai l’aggettivo “lucente” ma agli artisti tutto è permesso…

I nostri più calorosi complimenti a quest’associazione che fa amare così profondamente il teatro sia ai giovani che recitano che a quelli che assistono e applaudono convinti.

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