Mio figlio Nerone

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mio figlio neronePenultimo appuntamento con la rassegna cinematografica “Maggio Cinema”, attentamente curata dall’esperto Gabriele Rizza, al Piccolo Teatro dentro il Teatro Comunale di Firenze, con “Mio figlio Nerone”, un film colossal del 1956 con un cast internazionale di tutto rispetto: Alberto Sordi, Gloria Swanson, Brigitte Bardot, Vittorio De Sica, Memmo Carotenuto, Giorgia Moll e tanti altri per la regia di Steno (al secolo Stefano Vanzina), una coproduzione italo-francese.

“Classico B movie in odore di cult” (parole del curatore della rassegna) con un formidabile Sordi in barbetta e riccioli “che fa il verso al Nerone di Petrolini”, un uomo “imbelle e dissoluto” che coltiva infelicemente la poesia e il canto, convinto di essere un grande artista, e che teme solo gli interventi della tremenda madre Agrippina, una straordinaria Gloria Swanson, la quale cerca invano di farlo diventare un uomo pieno di energia bellica spingendolo a iniziare di nuovo la guerra in Britannia, in questo contrastata dalla presenza “ingombrante” del filosofo e istitutore del figlio, il filosofo Seneca, un delizioso Vittorio De Sica, che gioca un doppio ruolo non volendo scontentare né la madre né il figlio imperatore. Tra di loro si inserisce la fidanzata di Nerone, Poppea, interpretata dalla giovanissima e dolce Brigitte Bardot che sta con lui solo per arrivismo perché vuole diventare imperatrice ma che non viene tenuta in grande considerazione da Nerone che la trascura per la sua passione musicale.

Come ci dice Gabriele Rizza questi film “peplum” che ci raccontano l’antica Roma, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, hanno “incontrato” i gusti popolari facendo sempre il pieno al botteghino; costavano poco e incassavano molto, se ne accorse anche Hollywood che “s”arcò” sul Tevere.

Il prossimo e ultimo film di questa rassegna sarà “Satyricon” di Fellini lunedì prossimo.

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