E adesso riposa

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Oggi siamo felici. I referendum hanno raggiunto il quorum (risultato non scontato), e i Sì hanno stravinto (questo, invece, era certo).

Ma siamo felici anche per il significato politico che ha assunto la vittoria dei Sì. Proviamo a fare due conti.

Gli elettori, in totale, erano 50.418.848. Perché il voto fosse valido occorreva dunque che si recassero alle urne almeno 25.209.424 elettori. Il risultato, come sappiamo, è stato ampiamente raggiunto, e per tutti e quattro i quesiti.

Ma non è questo che dà valenza politica al voto. I numeri cui bisogna guardare sono quelli che riguardano i Sì.

Per il quesito numero 1, Privatizzazione dell’acqua, i Sì sono stati 25.935.372; per il secondo, Profitto sull’acqua, i Sì sono stati 26.130.637; il quesito sull’energia nucleare hanno votato Sì 25.643.652 elettori; per l’ultimo, Legittimo impedimento, i Sì sono stati 25.736.273.

Come si vede, per tutti e quattro i quesiti, i Sì sono stati maggioranza assoluta.

Questo vuol dire che quattro scelte fondamentali del Governo Berlusconi sono state sconfessate dalla maggioranza degli italiani. Vuol dire che, estendendo il concetto, questo Governo non è più maggioranza nel Paese.

In realtà, maggioranza, non lo è mai stato poiché, grazie alla nostra leggere elettorale, Berlusconi ha sempre governato con poco più del 30% dei voti degli italiani.

Domenica e lunedì, invece, più del cinquanta percento degli italiani che votano ha detto in modo chiaro che è arrivato il momento in cui Silvio Berlusconi vada a fare il nonno. Oppure a recuperare il sonno perduto in questi anni.

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