L’Italia ha detto SI

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Tutta l’informazione  tv ha dedicato e seguito il risultato dei referendum con servizi, speciali, collegamenti, interviste esterne e in studio e ospiti politici.  Il quorum è stato raggiunto, ampiamente, 57% degli aventi diritto al voto hanno espresso la loro preferenza.  Rai 3 e l’Infedele offrono l’informazione referendaria  in prima serata,  con il dibattito politico a commento delle reazioni a questa svolta storica del nostro Paese. Il risultato sancisce, così come successo nel 1987, la volontà degli italiani di non avvalersi dell’energia nucleare, di mantenere la gestione dell’acqua lontana da imprenditori privati e, non ultimo, il desidero che non vi siano intoppi all’eguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge.

Bianca Berlinguer nel suo approfondimento sui referendum si collega direttamente con la piazza romana, Bocca della Verità, dove con l’arrivo dei dati l’esultanza cresce fino ad esplodere in un boato quando giunge il dato ufficiale, una location spontanea per festeggiare la vittoria, una gioia, incontenibile: applausi, abbracci e brindisi di un “popolo” eterogeneo, composto da persone di tutte le età favorevoli all’acqua pubblica e contrarie al ritorno del nucleare in Italia. Questi referendum hanno coinvolto anche molti giovani “attivisti”, che si sono prodigati per la causa del “sì” senza avere una tessera di partito in tasca. Un grande successo che stupisce, un flusso imprevisto che fa percepire che sta succedendo qualcosa di inaspettato. Questo voto ci sorprende, perché disegna una connotazione di un Italia diversa da quella passiva e rassegnata a cui ci eravamo abituati e anche preoccupati.  Non è un voto ascrivibile politicamente, ma  lo diventa, in quanto è un segno che tutti gli elettori si sono uniti grazie al passaparola, al porta a porta, al coinvolgimento di studenti, questo risultato è figlio dei comitati e dei movimenti che hanno svolto un’azione capillare ci controinformazione per portare la gente a votare, contro la disinformazione di alcuni telegiornali,  e ci tengono a rivendicare questa paternità. Uno sforzo collettivo che segna la metamorfosi, una primavera iniziata con le manifestazioni delle donne, seguita dalle amministrative ed ora con questo Sì plebiscitario, una rivoluzione ai costumi politici che palesemente non incrociano i sentimenti e i problemi  del Paese, una risposta razionale,  ben lontana da forme emotive, una consapevolezza manifesta della volontà popolare. Un popolo unificato da quattro SI.

Anche Gad Lerner parla del vento che ha soffiato e soffia ancora, per sottolineare il grande cambiamento.  Una volontà popolare in cui nessuno credeva e invece milioni di italiani hanno votato, nonostante Bossi e Berlusconi avessero consigliato il contrario. Un risultato clamoroso.  Una grande e positiva sorpresa che dimostra che il Paese è cambiato, sotto tanti aspetti: è cambiato il modo di pensare, è cambiata la società ed è cambiato il modo di fare politica. Un sì al bene comune, e un no alla politica egoistica ed interessata. Quello che doveva accadere è accaduto, l’Italia si è aperta alla trasformazione definitiva e “ora il governo ha un grosso impedimento”. Ora si va verso una politica diversa che deve rivedere la propria formula, Berlusconi è finito, anche se la sua uscita di scena non sarà indolore, non si dimetterà volontariamente. O Tremonti e Bossi lo fanno fuori, oppure bisognerà attendere le elezioni. Nonostante la debolezza dei partiti, la divisione tra i sindacati, la graduale sparizione della stampa di sinistra, l’emarginazione della sinistra televisiva e l’indebolimento di tutto ciò che è pubblico, l’ultimo anno è stato all’insegna delle mobilitazioni e la classe politica non può non tenerne conto,  dovrà aprirsi alla società civile, dovrà divenire una politica nobile che porta avanti problematiche che toccano la qualità della vita. Dovrà sciogliere l’incomunicabilità tra cittadini e potere, aprire il dialogo tra maggioranza e opposizione per il bene comune, disegnare nuove forme organizzative, costruire un’alternativa credibile, per affrontare il futuro della nostra società.

Questo  referendum ha scattato la fotografia di un Paese che vuole risorgere. Una trasformazione importante perché gli italiani hanno riscoperto che su questioni importanti possono unitamente affermare un’opinione e  partecipare alle decisioni sul nostro futuro. Gli italiani hanno detto addio alla “seduzione politica”, a un leader centralizzato e impositivo che ha scollato le istituzioni e i cittadini, mentre questo popolo vuole  un’innovazione drastica delle politiche del governo e si è ripreso il potere democratico.  Non ci resta che proseguire, e dunque: Avanti popolo, nuovamente alla riscossa!

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