Fine vita

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Sul palcoscenico del teatro Odeon di Firenze su cui campeggia la celebre frase di Lorenzo il Magnifico “Chi vuol esser lieto sia/ del domani non v’è certezza” ieri, 21 giugno, si è parlato di un tema importante: “fine vita”.

Si è iniziato con la proiezione del bellissimo e toccante cortometraggio di Gabriele Cecconi “5° Non uccidere” che fa parte del lungometraggio, che si sta producendo, il quale racconta l’Italia di oggi ispirandosi liberamente ai dieci comandamenti per mettere in evidenza la sempre maggiore complessità dei temi etici nella società contemporanea. Questo corto narra, con delicatezza di toni e immagini, la storia di un anziano avvocato che da undici anni, ogni giorno, va a trovare la moglie in coma vegetativo, le parla, la coccola da marito ancora innamorato qual è dopo 50 anni e che sogna di porre fine alla sua non-vita, con le conseguenze che ne deriverebbero, per poi continuare invece, per chissà quanti anni ancora, ad andare da lei senza trovare “quel” coraggio.

testamento di vitaDopo la proiezione è seguito un dibattito dal titolo “Un testamento per il fine vita?” davvero intenso e interessante per gli innumerevoli e vari spunti di riflessione, ben moderato da Ornella De Zordo, docente alla facoltà di Lingue e consigliere comunale, a cui hanno preso parte il docente di filosofia del diritto Luigi Lombardi Vallauri, don Andrea Bigalli parroco di sant’Andrea in Percussina, il pastore della chiesa valdese di Firenze Pavel Gajewski e Beppino Englaro, padre di Eluana e cittadino onorario di Firenze, che hanno poi risposto anche alle numerose domande del pubblico presente.

1 commento

  1. E’ stato un incontro molto importante. Grazie a chi ha partecipato e agli organizzatori.

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