Quanto ci costa la casta?

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La7 con il suo talkshow d’informazione In Onda,  condotto da  Luisella Costamagna e Luca Telese fanno l’anatomia del potere italiano,  dopo quattro anni dall’uscita del libro denuncia “La Casta” scritto da Giananntonio Stella e Sergio Rizzo, ospite della puntata.  Cosa è successo dopo la pubblicazione che ha portato alla conoscenza dei cittadini  i temi  più dolenti e più vergognosi che si possano pensare legati ai nostri politici, ovvero: tangenti, nepotismo, privilegi immotivati e sprechi di ogni genere. Esempi che vanno ben oltre l’immaginazione. Impossibile non essere sconcertati e nauseati dai dati che emergono, ma alla luce di quanto ci sta accadendo è giusto doamndarci se ancora quella descritta nel libro sia  la precisa immagine della classe politica di oggi giorno o solo un resoconto del passato?

“Ci sono persone che percepiscono un doppio vitalizio, come ex parlamentari e ex consiglieri regionali, anche se hanno trascorso un solo giorno lavorativo in Parlamento e di professione fanno gli avvocati, i manager”…parole del  direttore News Mediaset Mario Giordano autore del libro “Sanguisughe- Le pensioni d’oro che prosciugano le tasche“.

In un momento in cui la politica fa esplicita richiesta di sacrifici ai cittadini, nel pieno della crisi economica, le pensioni  dei parlamentari hanno registrato un aumento di 1200€ mensili, del resto “I politici hanno un’etica tutta loro. Ed è una tacca più sotto dei maniaci sessuali “(aforisma di  Woody Allen). E allora perché interrogarsi sul fatto che i dipendenti debbano andare in pensione sempre più tardi, sul perché il mondo del lavoro debba essere sempre più flessibile, sul perché il desiderio di una casa per la propria famiglia sia spesso un sogno irrealizzabile, sul perché molti non riescano ad arrivare a fine mese. La risposta è scontata. Dopo essersi indignati, siamo autorizzati a pensare che per vivere meglio questo storico momento di difficoltà dovremmo scegliere la carriera politica, forse è per questo che Brunetta è scappato dai precari, ci ha visto il riflesso della futura concorrenza!

E’ lo specchio di quanto ci succede, paghiamo ben 3.80€ ciascuno per il lavoro dei nostri rappresentanti a fronte di un solo euro francese e di 12 centesimi degli americani. Una realtà decisamente squilibrata. I nostri politici  sono troppi e lavorano tropo poco, vale la pena continuare a dirlo,  anche perché come risulata dal recente  bilancio ufficiale è già previsto per il 2012 un aumento del 2%!  Diventa necessario equiparare gli stipendi dei nostri parlamentari a quelli  europei anche perché tra i politici europei coloro che godono dei maggiori privilegi sono i politici italiani, tutto questo a danno del cittadino e dell’economia stessa del paese.
Ovviamente è demagogico pensare di risolvere la crisi con la riduzione dei loro stipendi o delle loro pensioni, certo è che l’esempio di una condivisione di “sacrifici” servirebbe a far tornare la fiducia nel loro operato, avrebbe un valore simbolico sostenziale  e un tantino  economico, visto che gravano su di noi i 219.000.000 di euro delle pensioni annue dei parlamentari.

Dunque, nonostante la giusta denuncia,  il bilancio di cosa e quanto è cambiato in materia di sprechi e privilegi ingiustificati della politica italiana, registra solo promesse che vanno molto di moda durante il periodo elettorale. L’andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d’inerzia, i costi hanno continuato a salire. Il problema è quello del contribuente che continua a pagare per mantenere con le tasse  un apparato burocratico elefantiaco con costi faraonici. Del resto l’essere casta consiste in questo. E nel non curarsi neppure più delle critiche.

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