Il branco degli yesman

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parlamento-italianoBerlusconi sa di avere una maggioranza numerica in parlamento, perché ha i cosiddetti responsabili/irresponsabili che gli stanno attaccati come zecche, ma sa benissimo di non avere la maggioranza nel paese.

Governa (o vuole governare fino al 2013) ed ostenta sicurezza, ma è consapevole delle fragilità della maggioranza solo numerica.

Sente ovviamente i borbottii della pancia dell’alletato Bossi che, ogni giorno, gli ricorda che “la corda” si può spezzare.  Uno dice che tutto va bene, madama la marchesa, e l’altro dice sempre forse, ma…

E un brutto campare, per il governo, ed è un brutto vivere per il paese.

Da disperato Berlusconi chiede aiuto all’opposizione. Che fa: spende le monete false e propone di realizzare le riforme insieme all’opposizione.

Sogna di tornare di nuovo alla bicamerale di D’Alema, dove alla fine della storia ebbe la soddisfazione di far saltare in aria tutti i tavoli, dopo aver avuto i responsi dei suoi quotidiani sondaggi che lo davano in vantaggio.

Ora che è in svantaggio e nessuno parla apertamente di sondaggi a favore di questo leader di bassa leva, con una faccia tosta incredibile,  ripropone la storia della “collaborazione” del “dialogo” con l’opposizione, per fare le riforme che servono al paese.

Bersani fa bene, a rispedire al mittente la proposta. Fa doppiamente bene a non voler sentir parlare né di dialogo né di collaborazione, perché Berlusconi vorrebbe trascinare nel suo fallimento anche il centrosinistra.

Il segretario del PD non ha neppure replicato alle parole di Berlusconi, perché questo governo non avendo più niente da dire ed essendo incapace di fare riforme, è ormai finito dal punto di vista della sua efficacia.

Sono state presentate alle Camere decine e decine di proposte di riforme da parte del PD, sul lavoro, sul precariato, sul fisco equo, sulla disoccupazione, sulla scuola, sulla giustizia, sui licenziamenti, sui giovani, ma restano indiscusse, perché occorreva discutere i decreti urgenti sul processo breve, la prescrizione breve, il bavaglio e così via. Tutte cose che non sono priorità per questo paese, ma interessi per il premier e la sua banda.

Sostanzialmente questo Parlamento è stato esautorato dal sistema alla berlusconia. Vengono imposti solo decreti del Consiglio dei Ministri, decreti che non consentono discussioni, perché  viene posta la fiducia con una frequenza mai vista.

Il governo impone al Parlamento la sua volontà, impone la fiducia, perché sa che, solo attraverso il voto di fiducia, espresso pubblicamente,  nessuno, che sia stato pagato, può sottrarsi all’obbligo dell’obbedienza. Il branco degli yesman, ossia la maggioranza coesa che Berlusconi dice di avere.

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