Quando ci si mettono i sardi

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pastore110078_imgQuando ci si mettono i pastori sardi la vita si fa più dura anche per il Berlusconi miliardario.

La società lombarda “Edilizia Alta Italia”, di proprietà della Fininvest, negli anni ’80, aveva acquistato 280mila metri cubi di terreno vicino alla spiaggia dell’Aga Khan la Costa Smeralda, per spalmarci sopra alberghi, residence e ville e realizzare,  a mare,  un porto turistico da 2000 posti barca. Una costa Turchese accanto a quella Smeralda.

Durante tutti questi anni la società edilizia non ha costruito niente ed i pastori sardi hanno continuato a farci pascolare sopra le loro pecore.

Il pascolo è un’attività che spiana  la strada all’usocapione. Dopo vent’anni di pascolo indisturbato, il terreno diventa proprietà di chi lo utilizza.

Mentre i manager milanesi erano intenti a scartabellare e a progettare i loro interventi edilizi, i pastori galluresi maturavano il diritto alla proprietà di quei terreni. Proprietà che, allo scadere del tempo utile, i pastori hanno reclamato, facendo sfumare i sogni dell’attuale presidente del consiglio, che voleva non essere da meno dell’Aga Khan.

Paolo Murgia è stato un piccolo Davide che ha affrontato  Golia in questa storia. Era nato nel 1924 ed ora non c’è più.  Però, a bloccare il progetto della costa Turchese, ci si sono messi  altri due allevatori: i coniugi Putzu, che rivendicano il possesso di 83 ettari ed Elido Bua che chiede la proprietà di altri 85 ettari. Ed è con questi sardi che Berlusconi dovrà fare i conti.

All’estremo opposto dell’isola, nella punta meridionale di Teulada, c’è un altro agricoltore che resiste all’avanzata di quelli del mattone ed è Ovidio Marras di 80 anni. Ha detto no alla Sitas, la cordata capitanata  dal Monte dei Paschi di Siena, Caltagirone e Benetton che vogliono quel terreno per fare spazio al lussuoso Capo Malfatano Resort. Settecento ettari su cui dovrebbe sorgere  un albergo gestito dai Marcegaglia, poi piscine, terme, villette, centri sportivi.

Ma Ovidio Marras, indomabile, ha già trascinato in tribunale tutti quanti e non intende cedere. Ha costretto a fare abbattere una specie di rustico dell’albergo che avevano cominciato a costruire proprio sulla stradicciola che porta a casa sua.

(Fonte l’Unità)

Ha tutta la mia solidarietà l’ottantenne Marras e gli stringo forte la mano perché non si perda d’animo, nonchè ai coniugi Putzu e ad Elido Bua, ai quali auguro altri 80 anni di vita. I miliardari debbono smetterla di depredare il territorio sardo per farne un loro esclusivo club. Non portano neppure ricchezza ai sardi, ma solo fastidio.

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