Croce Rossa: una serata per festeggiare la solidarietà umana

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Un momento della serata con il reparto schierato
Un momento della serata con il reparto schierato

“Siamo tutte le persone che abbiamo aiutato”. Ecco la frase che ha fatto da scenario, ieri, alla serata dedicata alle celebrazione dell’annuale dei Corpi della Croce Rossa Italiana ausiliari delle Forze Armate. A Roma, piazza del Campidoglio in festa per accogliere il grigioverde del Corpo Militare ma soprattutto il bianco candido delle crocerossine. Tanta gente, la musica della banda, un balletto per segnare un percorso storico: gli ingredienti si sono mescolati benissimo per un evento che forse ha voluto, per una volta, rendere onore a uomini e donne che fanno della solidarietà umana un motivo di vita.

A sottolineare il concetto l’intervento del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha rimarcato l’importanza della Croce Rossa in Italia come all’estero evidenziando l’alto livello di professionalità raggiunto dai Corpi ausiliari delle Forze Armate. Subito dopo il momento più emozionante con la consegna delle onorificenze al merito della CRI.

Il filo conduttore della serata è però rimasta la storia. Una storia che inizia per il Corpo Militare con una disposizione del Ministro della Guerra del 1° giugno 1866 con la quale il personale delle “Squadriglie di Soccorso” veniva assoggettato alla disciplina militare con adozione dell’uniforme ed equiparazione gerarchica ai gradi dell’Esercito. Da allora, innumerevoli gli interventi in soccorso a chi ha avuto necessità: le due grandi guerre, la rivota del Katanga (1960), fino all’intervento nel Balcani a cavallo degli anni 2000. Senza dimenticare i disastri naturali in Italia: Vayont, Belice, Friuli fino all’emergenza causata dallo spaventoso terremoto che ha colpito L’Aquila.

Parallelo al Corpo Militare la storia delle Infermiere Volontarie. Dal 1908 ai giorni nostri con donne, di ogni ceto sociale, volontarie, animate da uno stesso ideale e pronte anche al sacrificio della propria vita. Sono state le prime sul fronte di una guerra (1915 – 1918). Più recentemente, attive in diverse missioni umanitarie o di peace-keeping: ITALCON in Libano, Ibis in Somalia, KFOR in Kosovo e poi Bosnia, Mozambico, Ruanda per citarne alcune. Nella quotidianità il loro servizio si svolge negli ospedali civili e militari senza dimenticare l’impiego sociale, al fianco dei medici e degli psicologi, nelle comunità terapeutiche per il recupero dalle dipendenze.

Tutto nel silenzio, senza ovazioni: a questi uomini e a queste donne piace così. E’ il messaggio dell’intera serata. Una vita salvata spesso non fa notizia. Questa volta, si.“Siamo tutte le persone che abbiamo aiutato”.

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