La memoria dei pesci

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“…per questo scaraventai in mare tutto ciò che ti riguardava, lo affidai alla memoria dei pesci…è come dire al nulla, i pesci non ricordano, volevi davvero cancellarmi…comunque sui pesci ti sbagli, Brando, i pesci ricordano, ricordano molto più di noi, in proporzione…rispetto al loro ciclo di vita”: questo dialogo tra il protagonista, Brando, e Morena, una delle donne da lui amate per un breve o lungo periodo, dà il titolo a questo recente libro di Pippo Russo, “La memoria dei pesci”, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Cult.

E’ un’opera molto particolare che mescola sapientemente la vita reale nella Firenze amatissima da questo docente di sociologia siciliano, fiorentino d’adozione, con una vita virtuale che attrae e spaventa allo stesso tempo e che comunque ha bisogno di un lettore/lettrice che abbia un minimo di conoscenze del linguaggio del web per essere pienamente apprezzata; ecco, questo è forse l’unico “limite”, se così vogliamo chiamarlo, di quest’opera di Russo che è un perfetto melange di vari stili narrativi che vengono messi in evidenza anche dal diverso carattere di stampa adottato: complimenti anche per questo.

Ma chi scrive ha apprezzato, in particolare, due elementi: la capacitò assolutamente poetica dell’autore di descrivere i momenti d’amore di Brando con le varie donne della sua vita, Irene, Rosanna e Morena, l’acuta attenzione ai dettagli, l’erotismo mai volgare ma sempre venato di delicatezza e rispetto nella narrazione di una passione; ci ha colpito anche la delicatissima maniera di trattare il rapporto di Brando con i suoi genitori e i loro problemi e anche il modo in cui viene “raccontata” l’amicizia tra Brando e i suoi soci, Enrico e Marco.

L’altro elemento è il profondo, viscerale amore per la città di Firenze, condiviso naturalmente dalla sottoscritta, che permea tutto il libro, dalla descrizione minuziosa dei vari luoghi in cui avvengono i vari fatti (che a un non-fiorentino potrebbe apparire anche un po’ pedante) fino alla “fede viola” che è un “must” dell’autore, grande esperto della squadra gigliata.

Il libro ha una sorta di iniziale “andamento lento” dovuto anche all’impatto istantaneo col mondo virtuale e i suoi codici di non facile e immediata comprensione, come già detto, ma una volta superato questo “scoglio” la barca di “La memoria dei pesci” prende il largo e diventa un viaggio appassionante tra le insicurezze di Brando nei suoi rapporti con l’altra metà del cielo nella vita reale che lui, spesso, confonde con quella virtuale, la sua “second life”.

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