L’anima a quattro zampe

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Arriva la calda stagione d’estate e torna il classico dilemma: dove lasciare il nostro animaletto domestico? La soluzione più comoda e “ignobile” è quella dell’abbandono per i più ma altri, invece, piangono disperatamente la loro dipartita.

Tra le lacrime una donna ci consegna una pagina piegata in quattro parti manoscritta in stampatello. In essa ci racconta tutta la propria disperazione, la rabbia controllata appena, il rancore nei confronti del teppista della strada che, tre giorni prima, ha ucciso il gattino “Siopizzi”, poco più di un anno di vita.

Come monito alla “piccolezza” d’anima di taluni pseudo individui, pubblichiamo per intero la lettera della signora R.T. di Catania in ricordo del piccolo gatto che è riuscito, nella sua breve vita, a cancellare lo sgomento che altri hanno lasciato in lei.

“ Le mani che ti hanno preso quando sei nato ora ti portano senza vita. La stessa vita che mi ha tolto tante cose ora mi porta via te. Non pronuncerò più il tuo nome perché adesso non potrai sentirmi e le mie lacrime non basteranno a lavare il sangue qui per terra o a farti ritornare. Sei stato troppo poco con noi, ho ingoiato tanti bocconi amari, o fatto a meno di cose che sembravano importanti per darti ciò di cui avevi bisogno. Io avevo Te. Ed era il solo motivo per cui tornavo a casa.

E adesso? Continuerò a respirare, a mangiare, a dormire, a vivere…

Ma tu non sarai accanto a me. Addio piccolo amore mio. Addio Siopizzi” (20 aprile 2010 – 10 luglio 2011).

Dio creò gli animali prima dell’uomo e, prima del diluvio universale, pregò Noè di salvarli in coppia. Ci sarà un motivo per tutto questo?

Ciao piccolo Siopizzi: abbi pietà di quel teppista – criminale che ti ha privato della vita senza rendersi conto di quanto valore avevi per colei che ti ha amato al di sopra di tutto.

gatto rosaria

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