Il vostro fratello del segno dei pesci di Mehmet Yashin

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Mehmet Yashin era già un noto e affermato poeta cipriota di lingua turca quando ha pubblicato, nel 1994, questo suo libro d’esordio, acclamato dalla critica turca, che viene presentato tradotto in italiano, per la prima volta, da Rosita D’Amora e Anna Lia Proietti pubblicato dalla casa editrice Gremese.

E’ un “romanzo non romanzo”, un’opera davvero poliedrica e singolare che costituisce un evento innovativo nella produzione letteraria turca sia per i temi affrontati che la peculiarità, appunto, della struttura narrativa.

Per quel che riguarda il primo elemento in questo libro di Yashin, che lo ha scritto nell’arco di ben quattordici anni, “irrompono” sulla scena letteraria il pluralismo delle minoranze (nello specifico la comunità turca nell’isola di Cipro) e l’esigenza di descrivere la complessità dell’appartenenza multipla.

E ora parliamo della particolarissima struttura narrativa: le vicende narrate hanno un andamento irregolare, non si snodano lungo un asse narrativo unico né seguono una logica traiettoria spazio-temporale ma si svolgono simultaneamente su più piani narrativi e vengono rievocate in ordine sparso in quindici diversi racconti, a loro volta raccolti in due parti intitolate “Michel” e “Oggi nessun rumore di spari”. Noi lettori, all’inizio dell’opera, veniamo espressamente invitati dall’autore a scegliere da dove iniziare per poi procedere nella lettura: ”seguendo l’ordine numerico delle storie o quello in cui esse appaiono nell’indice o iniziando da qualunque posto voi preferiate”. Sembra quasi che lo scrittore voglia consentire una lettura simultanea delle varie parti del romanzo e, allo stesso tempo, suggerire letture multiple. Questo provoca, da un lato, una certa frammentazione testuale ma da un altro punto di vista rende evidente l’obiettivo di questa sua opera: esplorare, nella pluralità dei suoi piani interpretativi, il concetto di appartenenza letteraria.

Sullo sfondo di una Istanbul descritta acutamente come città cosmopolita e multietnica varie voci narranti, sovrapponendosi e intrecciandosi, ricostruiscono le vicende del protagonista Michel, un ebreo turco che dopo aver vissuto in varie nazioni europee fa ritorno in Turchia e lì sperimenta una crisi d’identità. Al suo smarrimento fa eco quello dei turchi ciprioti e quello dei palestinesi e israeliani, anche loro divisi da una simile situazione di conflitti e contrapposizioni.

Sembra di poter concludere che Yashin, come antidoto a queste sofferenza, propugni la non-appartenenza, il rifiuto di qualunque identità nazionale, linguistica, politica e religiosa.

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