Ahmed Wali Karzai: morte di un Khan

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Ahmed Wali Karzai, fratello del Presidente dell’Afganistan Hamid Karzai assassinato a Kandahar  il 2 luglio scorso è stato rappresentato in Occidente come un esempio clamoroso della estrema corruzione dell’attuale dirigenza  afgana: un signore della guerra con un esercito personale che  prendeva grosse somme dalla CIA, e sopratutto un boss della droga.

Tutte cose presumibilmente vere anche se sempre respinte  ufficialmente in modo sdegnoso da tutte e due i fratelli. Pure tuttavia, bisogna andare al di la della rappresentazione occidentale per cercare di comprendere la realtà afgana tanto lontana dalla nostra che è davvero difficile applicare le nostre categorie mentali a quei fatti.

Innanzi tutto, benché Hamid Karzai lo afferma e i talebani stessi lo rivendicano apertamente, è ben difficile, anzi quasi del tutto da escludere, che dietro il suo assassinio ci siano realmente i talebani. In effetti a quanto si sa  egli è stato ucciso da un suo amico e collaboratore di sempre, Sardar Mohammad,  capo delle sue guardie personali, che aveva accesso diretto alla sua casa con tre colpi di pistola. Subito dopo l’assassino è stato ucciso dalle altre guardie e quindi appeso in una piazza di Kandahar  per essere oltraggiato dai passanti, a monito per altri traditori: tutto  secondo l’uso afgano che di processi e garanzie della  difesa e cose del  genere tanto in voga  in occidente  piu ancora che infischiarsene  li trova cose assurde e incomprensibili. E difficile che un tale personaggio sia stato uno strumento dei talebani, anche a prescindere  del fatto che poi il termine “ talebano”  è cosi vago e generico da indicare chiunque, per qualunque motivo, combatta i rappresentanti del governo sostenuto dagli Occidentali. Il motivo potrebbe una vendetta privata, uno scontro di potere nel’ambito del clan o chi sa altro: non lo sapremo mai.

Ma chi era poi veramente Ahmed Wali Karzai;  un signore della guerra,un  boss della  droga e prezzolato dagli  stranieri.? Certo, lo era: però bisogna inquadrarlo pure nella prospettiva culturale afgana.  In Afganistan il potere centrale con sede a Cabul è sempre stato poco più che simbolico. Il potere reale è stato sempre detenuto dai Khan tribali. Questi sono stati paragonati ai signori feudali del nostro medioevo : tuttavia il feudatario è tale per nomina imperiale, riceve il suo potere dall’alto ma il Khan invece è tale perche riconosciuto tale dal suo clan, dai suoi seguaci. Quello che il khan prende ridistribuisce ai suoi in mille rivoli, secondo un particolare codice etico che egli interpreta secondo il suo criterio.  Ora è vero che prendeva soldi dagli stranieri e dal commercio della droga, Ma questo proventi non erano trattenuti da lui se non in piccola parte: essi defluivano verso i suoi seguaci, il suo clan. Per il suo gruppo i Pashtun Popalzai, e per  la gente di Kandahar, Ahmad Wali era un uomo coraggioso ed ospitale, che ha aiutato sempre i poveri considerato come un Robin Hood afgano perché ha preso i soldi dai ricchi  occidentali e dai vizi dei loro figli ( la droga) e li ha dati ai poveri.

Una coraggioso  che combatteva i Talebani, ma non attraverso le forze occidentali straniere che nulla capiscono del mondo afgano e che uccidono senza discernimento senza mai esporsi  ma con un esercito formato da uomini coraggiosi e fedeli, dei veri uomini , dei veri combattenti  secondo il criterio afgano.

Tutto questo mostra come sia  lontano dall’orizzonte culturale afgano una democrazia di stile occidentale: anche se gli afgani votano nelle elezioni  essi non ne comprendono per niente il senso: il voto è semplicemente una attestazione di fedeltà ai vari  Khan  in continua e perenne rivalità fra di loro.

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Nella foto da al  jazeera: Hamid Karzai ai funerali del fratello.

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