I giorni del giudizio

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Dopo le recenti battaglie, l’ultimo colpo di scena è  dato dal senatore Castelli che ha annunciato che non voterà la missione in Libia.   La Lega, con Maroni leader in pectore che sedeva tra i banchi dei deputati e non quelli del governo, ha deciso di votare l’arresto di Papa, nel Governo c’è la possibilità sempre più alta di una rottura tra Berlusconi e la Lega.

I due eserciti sono scesi in campo leccandosi le precedenti ferite e ora gli italiani attendono gli eventi. Nella maggioranza il clima è da resa dei conti finale. Se è la fine, la storia giudicherà questa politica, se questa è la fine non è stata fatta da parole ma da strategie. L’aria è elettrica, il terrore è palpabile. È un duello a distanza per la leadership leghista. Sull’altro fronte, è silenzio. Riecheggia solo il rumore sordo del pugno sul tavolo di Berlusconi. Se è la fine! Il premier teme ora che il ministro dell’Interno punti al “cambio totale” della maggioranza, facendolo fuori da palazzo Chigi, oppure al voto anticipato sull’onda di una campagna elettorale tutta giocata sull’anti-casta.Sgomento tra le fila del Pdl ed esultanza tra i leghisti.

Nel talk show d’informazione In Onda condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese dedicato all’approfondimento dei fatti di politica pronti a confrontarsi sull’argomento quotidiano troviamo: il direttore di Libero Maurizio Belpietro, Michele Ainis e Andrea Vianello.

La salvezza di Tedesco è stata fata dal Pd o è il gioco interno della Lega? Vianello: “Non so se sono i giorni della fine, certo è un momento difficile, di grande drammaticità, l’arresto di Papa è sembrata una scena politica con tinte fosche”! – Belpietro: “Lo sanno tutti che il Pd non voleva l’arresto di Tedesco, hanno trovato tutti i sistemi per far slittare la questione, se la sono presa comoda, ma lo si sapeva perché a loro conveniva che Tedesco non andasse in carcere. La sua è stata una lunga militanza, è stato assessore nella Giunta pugliese di Vendola, non era in politica da poco…è vero, è stato drammatico, un arresto storico ma dettato da esigenze politiche… la Lega è in affanno, si sentono a disagio e il clima nel Paese è anticasta e una parte della Lega ha scelto di condividere questa ondata”!

Dunque l’attuale scenario politico è dato da un doppio conflitto: la piazza e il Parlamento, una divisione che aggiunge distanza tra i cittadini e  politica. La politica che sta emergendo disorienta il cittadino che risulta disgustato da questo putrido spettacolo, ci si rende conto che  le ragioni vanno oltre le parole dichiarate, c’è lo stridore degli eventi che non lascia dubbi, siamo nel bel mezzo di una politica del fare quello che mi pare, una nuova Tangentopoli scoperchiata. E in piena crisi economica, la corruzione dei politici dettata da egoistici e esagerati interessi scatena larabbia. Insomma gli italiani sono colpiti dall’impudenza di questi signori, dalla totale mancanza di disciplina etica, dal non aver nulla appreso dalla precedente lezioni di Mani pulite. Abbiamo una classe politica che ruba per se stessa infischiandosene di tutti e nasce la volontà di rimpadronirci della politica, la richiesta del ritiro della delega, perché l’elettorato non si riconosce più nei suoi rappresentanti. Sta nascendo la  voglia di democrazia diretta, controllata, trasparente, chiara. Emerge  la richiesta di una classe politica rispettosa dei parametri imposti dall’Europa. Loro, la classe dirigente sorda a tutto, prosegue nell’insensibilità a queste richieste.

È deleterio che  i giovani che hanno bisogno di parametri siano controstimolati da questi esempi e  fa effetto che a venti anni da Tangentopoli sia ancora la corruzione politica ad essere in primo piano. Vedremo quanto tempo occorrerà per spazzare via la casta e per cancellare tutto.

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