Noi ci siamo già passati

Print Friendly, PDF & Email

Gli attentati di venerdì scorso a Oslo e sull’isola di Utoya, in Norvegia, sono, a quanto pare, di matrice neonazista o di estrema destra. Mi hanno fatto tornare alla mente, purtroppo, quelli che abbiamo subito noi, per tanti anni. Piazza Fontana a Milano, Pazza della Loggia a Brescia, la stazione di Bologna, il treno Italicus, il rapido 904,  tutti attentati di stampo di estrema destra, neofascista. Alle spalle una loggia massonica, la P2 di Licio Gelli.

In Norvegia, questo giovane cristiano conservatore, di nome Breivik, è di estrema destra, antislamico e, secondo la stampa, è membro di una loggia massonica – la «San Giovanni Olaus dei tre pilastri» – il cui motto è «Dalle tenebre alla luce».

Alle spalle di gente esaltata e dalle idee fondamentaliste c’è sempre una loggia massonica che riempie la testa di questi giovani di idee di estrema destra e neonaziste, che hanno come religione l’odio per il diverso.

Questo cristiano conservatore ce l’aveva con gli islamici e per farlo vedere compie una strage enorme in casa propria, insensibile al dolore che può portare ai propri concittadini.

Come da noi, per far affiorare il programma totalitario e fascista di Licio Gelli si sono fatte stragi anonime e impunite, non si è dato peso alle morti ed ai dolori enormi che si sono arrecati alle famiglie italiane e di cui tuttora paghiamo le conseguenze.

Le coperture della loggia P2 e i depistaggi operati dai servizi segreti “deviati”, anch’essi iscritti alla loggia, hanno consentito l’uccisione di centinaia di persone nella più totale impunità.

Un’idea, quella nazista, mai smantellata e coltivata nel tempo, abilmente, con il culto dei luoghi “sacri” dove sono sepolte le spoglie di quegli assassini, tra cui metto anche Benito Mussolini.

Questi pellegrinaggi a persone assassine e che hanno causato tanto dolore nel mondo, sono uno scandalo senza limiti che tuttora persiste.

Anche la tomba di Rudolf Hess, morto suicida il 17 agosto del 1987, nella fortezza berlinese di Spandau, dove era stato rinchiuso dopo il processo di Norimberga, era diventata meta di marce nostalgiche di gruppi neonazisti tedeschi.

Il paese della Baviera Wunsiedel era diventato meta di nostalgici al punto che la famiglia ha deciso di esumare le ossa di Hess, di bruciarle e spargere le ceneri in un  lago di cui non hanno reso noto il nome, per evitare le processioni nostalgiche.

In uno di questo pellegrinaggi si è fatto notare anche l’attuale sindaco di Roma, Alemanno, fedelissimo di quegli assassini  e Franco Panzironi, attuale amministratore delegato dell’Ama di Roma.

Mi è piaciuta la decisione della famiglia Hess, che ha voluto dare un taglio a questi inopportuni cortei nostalgici e augurerei che, anche in Italia, si provvedesse a togliere le spoglie di Mussolini, di bruciarle e di spargere le ceneri  fuori dall’Italia, fuori dal sacro suolo del nostro paese, perché vi ha portato solo distruzione, morte, miseria, povertà, guerra, odio,

E la nipotina di cotanto nonno bastardo potrebbe fare meno la “vajassa” e non alzare la voce contro chi ricorda con dolore, la perdita di tutti i suoi famigliari a causa delle leggi razziali, cosi orgogliosamente firmate da suo nonno.

E’ già troppo, per quanto mi riguarda, che questa nipotina sieda alla Camera e sia pagata da noi. Vorrei che l’Italia avesse fatto come la Germania, una bella epurazione e, a scanso di equivoci, nessun nipotino di Hitler siederà mai al Bundestag.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*