Agata Lo Certo il 4 agosto a Pozzallo

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Dopo la tappa modicana, Agata Lo Certo ritorna il 4 agosto in provincia di Ragusa nell’ottocentesca Villa Grimaldi a Pozzallo per promuovere il suo nuovo album “Chiavedivolta”, che uscirà e verrà distribuito in tutta Italia il prossimo autunno.

“Chiavedivolta” rappresenta una naturale evoluzione della personalità dell’artista, sia dal punto di vista musicale che concettuale, dall’album “Mutevoli Sensazioni”. E se leggiamo i testi dei brani che ne fanno parte emerge il tentativo dell’artista di voler ampliare gli orizzonti attraverso una presa di coscienza verso le problematiche personali e professionali che inevitabilmente toccano la propria sensibilità. Saper perdere esprime la capacità di adattarsi imparando a sopravvivere con meno, malgrado si abbia avuto tanto “…come un’aquila che vola a bassa quota, ma non rinuncia al suo essere agile, ricorda sempre la meta…”. Il vuoto manifesta in maniera un po’ ironica l’incapacità di apprezzare ciò che si ha! Maschera è una disperata ricerca di equilibrio nel continuo dialogo con la propria coscienza che le impone di essere fedele a se stessa contrapposta all’istinto di sopravvivenza per omologarsi agli stereotipi richiesti dalla società.

Che ne pensi di Sanremo… ti piacerebbe salire su quel palco?

Sanremo è sicuramente un palco importante… chi non vorrebbe andare… però non è sicuramente il mio unico pensiero… Mi concentro su ogni piccola cosa che mi permetta di trasferire agli altri la mia musica altrimenti diventa un’inutile dispendio di energia!

Quanto è difficile (se lo è) far parte di questo mondo… hai trovato ostacoli, impedimenti, difficoltà?

Le difficoltà non si contano come in ogni campo… con in più il fatto che spesso la musica o l’arte in genere sono viste come qualcosa di non necessario ed in un momento storico-economico come questo si soffre parecchio, soprattutto chi sceglie di non omologarsi a ciò che viene proposto continuamente.

Cosa pensi della politica italiana?

Non saprei da dove cominciare… Vedo molta confusione; c’è quasi assuefazione a tutto quello che ci succede intorno… Mi piace pensare che prima o poi le cose cambieranno…

Come immagini la tua vita tra dieci anni?

Non riesco ad immaginarla neanche fra dieci giorni… Vivo la vita giorno per giorno, perché tanto i programmi a lunga scadenza per un motivo o per un altro non corrispondono mai a come li avevamo programmati!

Quale canzone del tuo ultimo album ti emoziona di più?

Le mie canzoni chiaramente mi emozionano tutte in maniera diversa… sarò banale ma è così! Forse Libellula su Marte è uno dei brani che mi rappresenta di più!

Libellula su Marte esorta alla riflessione sull’unicità dell’individuo… Si rende conto di essere una persona assolutamente comune… eppure così diversa per scelte personali e professionali e di non volersene più vergognare “…io libellula su marte…”.

Foto di Margaret Bellofiore

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