La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

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Di fronte alla valanga di critiche arrivate dai lavoratori ed in qualche modo consapevole dei gravissimi danni inferti dall’art..8 che Sacconi ha lungamente discusso e concordato con lui ma anche con “esperti” del PD, Bonanni  cerca di nascondere la manina  e propone a Cgil e Uil  un patto di desistenza, di non applicazione dell’art.8 della legge. La parola magica è “sterilizzazione!” Il discorso è semplice e chiaro: basta che le confederazioni decidano di non applicare l’articolo 8 per renderlo sterile. Sentita questa proposta la segretaria della CGIL si è affrettata ad accoglierla facendone addirittura l’inizio di una nuova fase di accordi intersindacali. Come se aspettasse un segnale prestabilito, la Camusso ha subito iniziato un minuetto attorno a Bonanni.

Se mancavano prove alla connivenza del sindacalismo confederale all’aggressione allo Statuto dei Diritti basterebbe questo atteggiamento “realistico” per avere conferma del fatto che il lungo percorso che va dal pacchetto Treu alla legge Biagi al collegato lavoro alla manovra di ieri è unito da un solo filo che è quello del capovolgimento del diritto del lavoro che diventa diritto dei sindacati che lo amministrano “sui lavoratori” e d’intesa con i datori di lavoro.

Naturalmente a nessuno dei signori che hanno in mano le potenti confederazioni viene in mente di osservare che la legge non si può privatizzare e che i lavoratori hanno diritto a ricorrere ad un giudice. Avallano un processo di corporativizzazione fascista della società italiana in cui un datore di lavoro ed un sindacalista riuniti possono sbarazzarsi senza giusta causa di una presenza scomoda, una testa calda, uno che fa storie per rivendicare i suoi diritti che ora non sono più tali, o anche di un padre di famiglia per sostituirlo con uno che costa di meno.

Ieri il Senato ha divorato in un solo boccone i tre pilastri dei diritti del lavoro: lo statuto, l’art.8 ed il contratto nazionale. Con un perfido quanto illegale marchingegno il contratto aziendale diventa il tribunale supremo in cui alcune persone decidono della vita e della morte di un lavoratore. Possono licenziarlo senza giusta causa e credo che al malcapitato non sarà neppure concessa la facoltà di rivolgersi ad un tribunale. I tre gradi di giudizi non valgono più per il mondo del lavoro. Il diritto di avere un giudice a Berlino è stato cancellato.

Si apre l’era sacconiana dei “sindacati complici”. La persecuzione di Sacconi verso la CGIL alla luce di quello che realmente accade nella fredda realtà appare come un escamotage teatrale per avere il suo consenso sia pure in tempi differiti. Non c’è dubbio alcuno che la classe operaia italiana non ha mai avuto davanti a sè un nemico cosi forte ed avvertito sorretto da nugoli di giuslavoristi ansiosi di compiacere l’imprenditoria italiana e capace di una strategia di alto profilo strategico che conduce alla cattura ed alla corporativizzazione del sindacalismo rendendolo inerte e, appunto, “complice”.

Naturalmente la proposta di sterilizzare l’art.8 fatta a caldo e nelle ore della collera operaia è destinata a cadere nel tempo che tutto macina e che gioca a sfavore dei lavoratori. La posta in gioco è una nuova Italia con connotazioni fortemente autoritarie e con le fabbriche e uffici popolati da  lavoratori terrorizzati di perdere il loro pane.  Da qui a sei mesi o un anno la tentazione di usare il nuovo potere dell’art.8 diventerà fortissimo negli imprenditori e produrrà i primi eventi. L’obiettivo è un grande immenso turnover: allontanare i lavoratori “pesanti”  che hanno maturato diritti e che hanno un’età media di 40 anni tutti a tempo indeterminato (si tratta di cinque o sei milioni di persone) e di sostituirli con una mano d’opera giovane o immigrata biagizzata, precarizzata, nelle mani delle compagnie di avviamento tipo le agenzie interinali che hanno sostituito il vecchio malandato ufficio di collocamento difeso da Brodolini spesso inefficiente ma che garantiva almeno il diritto di essere considerati esseri umani e non merce.

E chissà se non saranno gli stessi sindacati a costituire le cooperative per avviare i sostituti dell’art.8!

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