Aspettando un’altra generazione di italiani, viene riproposto a Montecitorio lo spettacolo su Romolo Murri

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Nella speranza “che possano esserci spettatori con il cuore vivo per poter comprendere”

“Aspettiamo un’altra generazione di Italiani”: così si intitola lo spettacolo su Romolo Murri messo in scena dalla regista Gabriela Eleonori, che il 21 settembre prossimo verrà riprosto alla Camera dei Deputati, a Roma.

Si tratta di uno spettacolo che ha un che di sorprendente.Di fronte alla difficoltà di dare voce a un personaggio, per lo più oscuro, che fa riflessioni filosofiche e politiche e che è pure un sacerdote, ci si aspetterebbe una rappresentazione teatrale noiosa, pesante, difficile da seguire e da digerire.

Invece no, chi va ad assistere a questo spettacolo, realizzato dall’Associazione Teatrale Foyer e voluto dal Centro Studi Romolo Murri, si trova di fronte a una rappresentazione coinvolgente, vuoi per i brani scelti, vuoi per l’intensità delle interrpretazioni, quella degli attori Cesare Bocci e Giovanni Moschella.

Il primo rende il travaglio interiore del sacerdote con una modalità che sa convincere e avvincere il pubblico, il secondo sa calarsi in più ruoli risultando sempre altrettando pregnante e convincente.

Non c’è dunque da meravigliarsi se lo spettacolo ha avuto un grande successo nelle Marche, mentre si spera che un analogo successo possa riscuoterlo anche a Roma, a Montecitorio, davanti ai signori onorevoli, che in parte non potranno non riconoscersi nei vizi esistenti all’epoca di Murri che purtroppo resistono ancora.

Allora lo scopo di questa rappresentazione è duplice. Da una parte c’è l’esigenza di far conoscere Romolo Murri, un personaggio, che è tra i padri fondatori della Democrazia Cristiana Italiana, ma che troppo spesso viene dimenticato dalle lezioni di storia. Dall’altra parte c’è l’attualità del pensiero di questo tormentato sacerdote, che stretto tra le esigenze della gerarchia ecclesiastica e quelle del messaggio autentico del Vangelo subisce i torti di una società incline più a scegliere la via della convenienza che non quella della purezza di cuore e di intenzioni.

“Io credo che oggi come allora lo scollamento tra gerarchia ecclesiastica e contenuto evangelico sia evidente”, ha detto la regista Gabriella Eleonori, aggiungendo: “L’osservanza di regole che garantiscano la salvezza del cristiano non ha nulla a che vedere con la funzione rivoluzionaria che egli può esercitare esclusivamente con la forza dell’Amore”.

“Nel rispetto per l’Istituzione mi auguro che possano esserci spettatori con il cuore vivo per poter comprendere”, ha detto ancora la Eleonori.

E’ un auspicio che anche noi facciamo, vista l’attuale condizione di degrado etico, in cui versa per lo più l’attuale classe politica, sovente al di là delle bandiere e dei colori.

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