Calendario parlamentare

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In tempi così difficili di crisi economica, il parlamento non trova di meglio che tirare fuori dai cassetti parlamentari la legge bavaglio, pur continuando a discutere di processo breve alla Camera, e di processo lungo al Senato.

In un paese dove ci sono 60 miliardi di euro che se ne vanno in corruzione, 120 miliardi per mafie ed ecomafie, mettersi a contrastare le intercettazioni è un delitto.

E’ un delitto perché le informazioni sulle corruzioni e sulle mafie si ottengono solo se si indaga tramite intercettazioni sui traffici illeciti, dai quali si riesce a risalire alle corruzioni ed alle mafie.

Le indagini debbono proseguire in questo campo, semmai vanno regolamentate le pubblicazioni delle intercettazioni, sempre salvaguardando la libertà di stampa.

Non è colpa dei magistrati se mentre indagano su traffici illeciti saltano fuori altre schifezze per cui bisogna procedere con altre indagini.

Per esempio si poteva evitare di eleggere un ministro che già era imputato per mafia ed aspettare che la magistratura facesse il suo corso. Si toglieva dal campo un problema.

Berlusconi  poteva evitare di parlare al telefono delle sue puttanerie con i suoi consigliori (Lavitola e Tarantini), sapeva di essere intercettato, eppure ha ostinatamente perseverato, con il preciso scopo di apparire un perseguitato e di incolpare la magistratura.

Infine perché tirare in ballo di nuovo la legge bavaglio e non il disegno di legge contro la corruzione che giace da mesi nei cassetti della Camera e del Senato?

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