Seconda vittoria per il Padua Ragusa

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ortolano_e_lopresti_placcanoUn Padua Rugby Ragusa pasticcione e falloso, ma con un cuore grande così, ha ragione di un Cus Catania volenteroso ma che può ben poco di fronte alla forza della squadra iblea. Potrebbe essere questa la sintesi degli ottanta minuti giocati oggi pomeriggio al polisportivo comunale “Aldo Campo-Selvaggio”, davanti a circa duecento spettatori che hanno festeggiato il debutto casalingo della squadra azzurra, bianca dovremmo ormai dire, vista la nuova tenuta da gioco firmata Errea.

I ragazzi di Peppe Gurrieri scendono in campo molto tesi, emozionati, e ad approfittarne sono gli ospiti che già al primo attacco si portano in vantaggio. Fallo di Lorenzo Castiello su una touche all’altezza dei 22 ragusani e l’apertura cusina De Luque non si lascia sfuggire l’opportunità di centrare i pali. 0 a 3.

Il Padua si scuote e al 5° Giovanni Gurrieri avrebbe l’occasione per impattare ma la punizione concessa per un fallo in una ruck si spegne a lato dell’acca. Il giocatore catanese che raccoglie l’ovale, invece di annullare e ripartire con un calcio dai 22, se lo lascia sfuggire dalle mani: mischia a cinque metri per i ragusani. Eugenio Lo Presti, alla sua maniera, prova a sorprendere la difesa etnea ma viene bloccato dalla reattiva difesa rossoblu e l’arbitro, l’ottimo Salvatore Muscuzza di Catania, assegna un’altra mischia a cinque. Il copione è lo stesso, solo che questa volta Lo Presti apre a Gurrieri che attira a sé gli avversari per poi scaricare a Giorgio Carbonaro che va a schiacciare accanto alla bandierina. Stefano Iacono si incarica della trasformazione e, nel tripudio generale, la posizione è molto angolata, trasforma. 7 a 3.

Il Padua inizia a giocare come sappiamo, con il suo gioco fatto di aperture e sgroppate dei trequarti, ma i falli e gli errori si susseguono e al 12° ancora De Luque ha la possibilità, che sfrutta, per accorciare le distanze. 7 a 6.

Seguono alcuni minuti durante i quali le due squadre si punzecchiano senza però affondare il colpo. Al 28°, però, una sgroppata da metà campo di Enoc Valenti che si conclude con una meta sotto i pali ristabilisce le distanze. Giovanni Gurrieri trasforma facile. 14 a 6.

Passano quattro minuti è arriva la terza meta biancazzurra. Il Cus entra nei 22 ragusani ma perde banalmente il pallone. Valenti prima gli dà un calcione, poi lo raccoglie e lo passa a Lo Presti che, attirando l’ala catanese, libera Gabriele Calamaro mandandolo a segnare una meta facile facile. Per Gurrieri è uno scherzo centrare i pali. 21 a 6.

In tribuna tutti pensano che il Cus sia fuori gioco. Invece il Padua, in versione Babbo Natale, fa regali su regali alla squadra ospite, fino alla meta, al 37°, del capitano etneo Camorali. De Luque trasforma. 21 a 13 e giocatori negli spogliatoi per l’intervallo.

Al rientro in campo, nelle file biancazzurre troviamo Peppe Iacono e Michele Campanella che prendono il posto dell’ancora a corto di preparazione Emilio Burgio e dell’acciaccato Vincenzo Macauda.

Passa un minuto e Stefano Iacono, molto bello il suo incrocio con il fratello Peppe, va a depositare l’ovale al centro dei pali per la meta che vale il punto del bonus. Peppe Iacono trasforma.

Al 48° la quinta meta iblea. Siamo sulla linea dei cinque metri catanesi. I ragusani provano a sfondare ma la difesa etnea sembra impenetrabile. E lo resta fino a quando non prende l’ovale Lorenzo Castiello che, con un guizzo improvviso, riesce a bucarla proprio sotto l’acca. Peppe Iacono non ha difficoltà a trasformare.

Il match, in pratica, finisce qui. Il Cus prova in tutti i modi a rientrare in partita, ma la meta che potrebbe riaprire l’incontro, segnata da De Luque, arriva solo al 77°, quando ormai è troppo tardi.

In mezzo le sostituzioni di Enoc Valenti per una distorsione alla caviglia, al suo posto entra Damiano Ortolano, e quella di Eugenio Lo Presti per Peppe Puglisi, al rientro dopo un’assenza di  oltre un anno e mezzo per un grave infortunio, il giallo a Castiello e a Cinquerrui, un altro giallo a Vollono, che si trasforma in rosso perché il giocatore catanese, andando dietro i pali ragusani, cerca la rissa con l’allenatore azzurro, e, infine, il secondo giallo a Cinquerrui, che diventa in automatico un altro rosso.

Migliore in campo Giuseppe Di Mauro, perché è sempre stato al centro delle azioni e perché capace di pulire le ruck come nessuno.

Negli spogliatoi registriamo il disappunto dei cusini per essere scesi in campo con una formazione rimaneggiata che «non ci ha permesso di esprimere il gioco che c’è sappiamo. Consoliamoci perché poteva andare anche peggio».

Nello stanzone del Padua, Peppe Gurrieri non è molto soddisfatto. «Non sono contento della disciplina della mia squadra. Con tutti i falli che abbiamo fatto abbiamo permesso al Cus di rimanere in partita fino alla fine. È stata una partita molto sentita, anche troppo, e questo non ci ha permesso di esprimere al meglio il nostro gioco. Quando lo abbiamo fatto abbiamo dimostrato di essere superiori ai nostri avversari. Adesso abbiamo una settimana di pausa, la utilizzeremo per lavorare su questi fondamentali».

E intanto, aggiungiamo noi, godiamoci la testa della classifica in solitaria.

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