Fazio ospita l’arte e la cronaca

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fabio-fazioLa rubrica di storia dell’arte e della pittura a cura del professor Flavio Caroli apre l’appuntamento domenicale della trasmissione di Rai3 , “Che tempo che fa”. Quadro dopo quadro il professore, dal carisma divulgativo, ci ha condotto fino all’arte moderna di due grandi realisti: Edward Hopper, statunitense e Giorgio Morandi, bolognese.

Due vite parallele, anche se sconosciuti l’uno all’altro , ma con un denominatore comune: l’intera vita dedicata alla pittura, concentarti nei misteri della pittura tonale, perduti nella realtà visiva profonda.  Due vite monacali, con opere accumunate dal mistero impenetrabile della visione delle cose.

Hopper,  rappresentò ripetutamente, nei suoi dipinti, le diverse ore del giorno, mettendo in evidenza gli effetti della luce in vari contesti umani, utilizzando il tempo come espressione e riflesso di umori e stati d’animo. Morandi, il pittore del silenzio, concepisce la pittura come “esercizio quotidiano per l’occhio, la mente e l’anima”. Un  lavoro e una ricerca inquieta del pittore bolognese, affinata in un lungo confronto con la realtà.

Una visione ampia, ottenuta grazie al confronto  dell’arte dell’ americano con quella dell’ italiano, una visione che mette in evidenza i  colori  netti e abbaglianti, senza ombreggiature o sfumature, geometrie e  piani dell’ambiente lineari, dritti, quasi astratti, della loro produzione. Inconsciamente, hanno dipinto la solitudine, entrambi sedotti, da quel magico gioco di colori e di piani sotto la luce naturale o artificiale che inonda l’occhio umano.

Dall’arte al sorriso di Claudio Bisio & Teo Teocoli, inedita coppia di attori, che presentano in anteprima nazionale, Bar Sport, nelle sale dal prossimo 21 ottobre, diretto da Massimo Martelli e tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni. Il Bar Sport è un mondo parallelo, un luogo di incontro e punto di riferimento per gli abitanti del paese che trascorrono le giornate giocando a carte e sfidandosi in interminabili partite a calcetto, è lì che si incontrano personaggi come il tecnico (Bisio), il playboy (Teocoli),  il nonno, il professore, il tuttofare e lo scemo del bar. “Adesso c’è l’apericena o l’happy hour , una volta c’erano i “babbomorto” ovvero quelli che consumavano  e  pagavano a babbo morto”…

Con Ezio Mauro, giornalista, da quindici anni e  direttore de La Repubblica, si volta pagina, lasciando il sorriso alle spalle per calarci nei  fatti di Roma. “Perché solo a Roma e che conseguenze avrà” è l’esordio dell’intervista. “Scene terribili di una violenza che non sa nemmeno contro chi si rivolge ma è necessario salvare le ragioni di una protesta che parla del nostro futuro”.

Roma si è riempita di cappucci neri, un raduno annunciato dal tam tam di internet, divenuto un potente mezzo aggregativo, ma non selettivo. Così, Roma ha dato  l’appuntamento alla violenza come obiettivo, gente che ha voluto devastare vetrine e auto,  gente che ha saccheggiato, bruciato, distrutto, gente che voleva lo  scontro con la polizia, senza un reale motivo. “Non dobbiamo farci ingoiare dal vortice della violenza” dichiara Ezio Mauro, “i motivi dell’indignazione e della manifestazione non devono essere mescolati con il lancio di sassi e molotov, i ragazzi gridavano il loro diritto al lavoro, vogliono un futuro diverso, chi ha lanciato un sasso non ha colpito la classe dirigente”.

Infine, collegata in diretta dal set del film, E’ nata una star, Lucianina fa la sua entrata con la colonna sonora di Love story e una poesia che la comica dedica al “suo” conduttore una struggente poesia, in cui Fazio, senza Luciana è “una damigiana senza tappo… un calzino senza il buco… un lucchetto senza Moccia, ma soprattutto un pirla senza che nessuno glielo dica”. Si passa alle notizie della settimana: la festa di compleanno di Putin, a cui la Littizzetto avrebbe voluto essere invitata. Cos’avrà regalato Berlusconi a Putin? “Una matriosca di escort una dentro l’altra…”.

Ancora ottimi ascolti per il programma di Fabio Fazio che ci ha abituati a puntate di Che tempo che fa che catturano l’attenzione di milioni di persone, segnando la fine della settimana televisiva e dando simbolicamemte il via a quella successiva.

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