I dati che non vorremmo vedere

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La fase storica che viviamo non ci permette molte illusioni, ma la realtà che ci viene rivelata dai dati statistici monitorati dalla Caritas porta alla luce uno scenario italico decisamente allarmante. Cibo, casa, famiglia, salute e lavoro sono i problemi di tanti stranieri,  ma anche di tanti italiani. E’ il servizio di chiusura dello spazio informativo quotidiano, dell’equilibrato  TG della 7 condotto da  Enrico Mentana. Lo spaccato che emerge descrive una nazione in cui la povertà è un fenomeno che invade ambiti sempre più ampi di popolazione, con dati Istat che parlano di 8.3 milioni di poveri,  pari al 13,8% della popolazione. 500.000 persone in più rispetto al 2010.

Tante anche le famiglie che richiedono un  aiuto economico  alle associazioni. Per non parlare del 40% di giovani e disoccupati che si rivolgono ai centri di ascolto Caritas e che ha meno di 35 anni. In cinque anni, dal 2005 al 2010, l’incremento è stato del 59,6%.  Solo un terzo dei giovani riesce a migliorare la propria condizione sociale rispetto a quella dei genitori mentre oltre la metà di essi rimane ancorata al ceto sociale da cui proviene; e una parte addirittura è costretta a scendere di un gradino di benessere.

In conclusione, la condizione dipovertà non risparmia nessuno. Questo il  rapporto  presentato a Roma dalla Caritas Italiana e Fondazione Zancan, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà, secondo cui l’Italia è ben lontana dal trovare una soluzione efficace alla piaga della povertà.

La crisi economica cambia volto alla povertà e noi  ci ritroviamo ogni anno che passa con meno risorse e più disperazione. Ogni famiglia, a differenza del Governo e della politica, a fronte di minori entrate tende a ridurre la propria spesa per cercare di far quadrare il bilancio. Ma è anche vero che vi sono delle spese inderogabili: il cibo, ma anche i medicinali, l’affitto, le bollette domestiche, l’istruzione per i figli, i trasporti per raggiungere il posto di lavoro e altro ancora. L’atteggiamento del governo non è favorevole alla soluzione del problema, per lungo tempo ci è stata offuscata la situazione, dalle parole di un premier che non voleva guardare in faccia la realtà,  tutto teso a combattere intrighi della magistratura e congiure comuniste.

Un uomo irresponsabile e sconsiderato che ora invece combatte una solitaria battaglia per mantenere il  suo potere e per dimostrare che la sua maggioranza, tiene.  E’ l’ulteriore conferma che questo governo non è in grado di risolvere la crisi che sta stritolando il Paese. Ora ci troviamo di fronte alle  macerie, che questa linea politica piena di disvalori, ci ha condotto.  Diventa necessario un cambiamento  di rotta, unitario,  o non ne usciremo.

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