Il Vantone

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il vantonePlauto e Pasolini: due P per una splendida ”collaborazione” artistica a distanza di molti secoli. “Il vantone” è una pièce che Pasolini scrisse ispirandosi al Miles Gloriosus di Plauto, non semplicemente traducendolo dal latino all’italiano, anzi al romanesco delle borgate più popolari di Roma della metà del Novecento ma trasformando questa che è la commedia più lunga di Plauto e con il maggior numero di personaggi in un mondo fatto di macchiette reiventandolo quasi completamente.

Roberto Valerio firma la regia de “Il vantone” ieri sera e il giorno precedente 18 al Teatro di Rifredi a Firenze e ritaglia per sè, in quest’opera corale, e interpreta, con una prova d’attore straordinaria, la parte del protagonista che non è il vantone, il “miles gloriosus” dell’originale plautino, ma un suo servo, Palestrione, il quale è capace di imbrogliarlo grazie alla sua furbizia e che per questo si merita il soprannome di “architetto” perché riesce a far fuggire una servetta col proprio amante, sistema ogni problema con astuzia e ottiene anche la libertà per se stesso.

Il vantone, Pirgopolinice, è un bravissimo Nicola Rignanese, Luca Giordana interpreta Artrotogo, il servo parassita e altri due ruoli, Massimo Grigò è un credibile Sceledro ma è ancora più delizioso quando interpreta Acroteleuzio, un uomo travestito da donna (che infatti nell’originale plautino è un ruolo femminile), Michele Nani è Periplocomeno e Ilario Crudetti è Lotario.

L’unica donna del cast è la bravissima Roberta Mattei che interpreta ben due ruoli, l’astuta servetta Filocomasia e la prostituta Milfidippa.

Il palcoscenico è spoglio ma ci fa pensare all’avanspettacolo grazie al progetto scenico di Giorgio Gori, alle perfette luci di Emiliano Pona ma soprattutto grazie al regista Roberto Valerio che dirige in modo ineccepibile i suoi bravissimi compagni di palcoscenico.

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