Taxi a due piazze

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Un testo che ha avuto negli anni centinaia di repliche con lo stesso immutato successo: “Taxi a due piazze” di Ron Cooney è “approdato” anche a Firenze al teatro Reims con la “Nuova Compagnia di Prosa” diretta da Antonio Susini, le luci di Fabio Giuliano, le scene di Luca Bramanti e Debora Tacchi, in due repliche, la scorsa domenica e oggi.

La trama è nota: un tassista newyorkese ha organizzato i suoi orari in maniera tale da riuscire a mantenere due famiglie felici senza che l’una sospetti minimamente dell’altra. Un banale incidente d’auto, a causa del quale viene ricoverato in ospedale, fa sì che le due mogli del tassista si incrocino e da qui partono gli equivoci che reggono questa celebre commedia.

Nella la versione italiana la storia con i suoi equivoci è ambientata nella capitale: il tassista bigamo si chiama Mario Rossi e gestisce efficacemente due appartamenti, con le relative consorti, uno nel quartiere Prati, l’altro nel quartiere Aurelio. Fondamentale è l’aiuto dell’amico Walter che abita al piano di sopra ed è disoccupato. La complicità tra i due è la chiave di volta di tutta la commedia che può e deve contare sull’affiatamento tra tutti gli interpreti perché la velocità del ritmo recitativo è un incastro di battute studiate ad hoc e si potrebbe rischiare un “effetto valanga” che travolgerebbe la perfezione dell’intreccio creato dall’autore.

Cosa che non succede al cast che abbiamo applaudito oggi pomeriggio perché sono stati tutti assolutamente formidabili iniziando dal protagonista, Gabriele Scollo, e dal suo amico Walter, Leonardo Cammunci, continuando con le due “mogli”, Carla, impersonata da Elisabetta Franchini, e Barbara, interpretata da Cristina Trapani; ci sono poi i due brigadieri, Alessandro Dell’Anno e Rosanna Susini per concludere con l’inquilino gay del piano di sopra, Bob, Luciano Nardini: si meritano tutti un applauso caloroso e sentito, complimenti di vero cuore.

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