Ripensare il futuro del Mediterraneo alla luce della primavera araba

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8th Turkish Italian Forum Istanbul 2011

Lo scorso 24 e 25 novembre si è svolta a Istanbul, presso l’hotel Hilton, l’ottava edizione del forum turco-italiano organizzato da UniCredit e da SAM, il Centro per le Ricerche Strategiche, in cooperazione con IAI, l’Istituto di Affari Internazionali e EAST, Europe and Asia Strategies.

Quest’anno il titolo era “Ripensare al futuro del Mediterraneo alla luce della primavera araba” e per parlare di questo sono convenuti a Istanbul accademici, giornalisti, studiosi e personalità politiche di entrambe le nazioni.

Ha aperto i lavori Bulent Aras, chairman del SAM e collaboratore del ministero degli affari esteri turco a cui ha fatto seguito l’intervento di Federico Ghizzoni, chief executive officer di Unicredit.

Hanno fatto, poi, il loro ingresso i due ministri degli esteri, per la Turchia Davutoglu e per l’Italia Terzi di Sant’Agata, ad appena una settimana dalla nomina in questo ruolo e alla sua prima missione estera.

Dopo i loro interventi è arrivato il momento clou del forum, le relazioni dei quattro “panelists” sull’argomento che ha dato il titolo a questa edizione. Ha iniziato Emma Bonino, vice presidente del Senato italiano e unica donna, dopo la quale ha parlato Ibrahim Kalin, chief advisor del primo ministro turco; nuovamente per l’Italia è intervenuto Lapo Pistelli, membro della commissione affari esteri della Camera italiana e ha concluso Sedat Onal, deputy general director al ministero degli affari esteri turco.

Nel pomeriggio, come previsto dal programma, ha avuto luogo una tavola rotonda a porte chiuse dal titolo “Il contributo della società civile e le proposte per rilanciare il processo di adesione della Turchia all’UE” moderata da Fuat Keyman, direttore dell’Istanbul Policy Center dell’università di Sabanci e da Stefano Silvestri, chairman dell’IAI; dopo i loro contributi si sono alternate al microfono molte delle persone accreditate al forum arricchendo con le loro osservazioni, non sempre ossequiose, spesso dissonanti o dissenzienti, e con i loro spunti di riflessione, il dibattito.

Ci siamo salutati dandoci appuntamento all’anno prossimo, alla nona edizione, in cui verranno vagliati i progressi, le novità o le cose ancora da fare per una migliore cooperazione tra i due paesi che condividono, come ha sottolineato il ministro degli esteri turco Davutoglu, la stessa tradizione mediterranea che risale ai tempi in cui Roma e Istanbul erano due capitali imperiali.

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