Accattoni professionali a Pechino

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Secondo il  Remnin Ribao (Quotidiano del popolo) a  Pechino vi sono un gran numero di mendicanti professionali, persone, cioè, che chiedono l’elemosina non per estremo bisogno ma perché è una attività molto più redditizia del normale lavoro: un mendicante, se riesce ad accaparrarsi un buon posto, può anche guadagnare migliaia di yuan al giorno, cioè diciamo, a guadagnare in un giorno quello che un operaio riesce a guadagnare in un mese.

Molti bambini, soprattutto disabili, sono utilizzati come esca per alti guadagni da parte di vere e proprie bande di accattonaggio.
Si cita il caso di un uomo di 76 anni, che, coperto di stracci, chiede l’elemosina nei pressi dello zoo di Pechino e che ha comprato una videocamera digitale per registrare le ispezioni da parte del personale del centro di pubblica assistenza. La maggioranza dei mendicanti rifiuta l’assistenza pubblica, fugge quando si avvicinano i suoi operatori.

Il fatto è che gli enti di assistenza offrono semplicemente dei pasti caldi, un rifugio temporaneo ma solo per qualche giorno. Dopo aver contattato  rapidamente le loro famiglie di origine o le autorità dei loro villaggi natali i mendicanti che sono quasi esclusivamente persone provenienti dalle campagne vengono rispediti ai loro paesi di origine con un equivalente del nostro foglio di via di polizia.

I bambini abbandonati o diversamente abili sono trasferiti in un centro di soccorso specializzato dove possono rimanere per un tempo limitato fino che le famiglie o operatori del governo locale li portano via.

Si richiede che le autorità di governo, la polizia, l’Ufficio affari civili e governi locali lavorino insieme per sostenere  i residenti a basso reddito compresi i senzatetto e mendicanti e severe punizioni per gli imbroglioni.

Come si vede sono fenomeni simili a quelli che avvengono in Occidente. Tuttavia noi non siamo in grado di verificare la fondatezza delle notizie riportate dai media cinesi, sempre strettamente controllati dal governo. Pare di capire che più che di un fenomeno di miseria endemica si tratti, in realtà, di immigrati dalla campagna che cercano di trovare una sistemazione nelle ricche aeree industriali. Il flusso di mano d’opera a basso costo dalle campagne alimenta anzi una condizione essenziale per lo sviluppo economico cinese: tuttavia è chiaro che quelli che comunque non si inseriscono nel mondo della produzione costituiscono potenzialmente un area di scontento e di disordine. Da ciò le severe misure della autorità che rispediscono implacabilmente nelle loro villaggi di origine quelli che non trovano occupazione.

Pur non escludendo che, in alcuni casi, effettivamente vi siano dei mendicanti professionali, tuttavia la maggior parte di essi  ci ricorda non tanto i poveri dei nostri paesi quanto gli extracomunitari in cerca di lavoro. La Cina è immensa: il boom economico che dura ormai ininterrottamente da almeno 15 anni ha diversificato profondamente le varie aeree dal punto di vista economico: coesistono campagne poverissime e città scintillati di insegne. Le differenze non sono minori di quelle fra l’Occidente e i paesi del sud del mondo dai quali si muovono masse di emigranti in cerca di un loro sogno  prosperità.

Foto da Remin Ribao: scena di accattonaggio a Pechino

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