“Mediano di spinta” al teatro Lumière di Firenze

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Appena letto il titolo di questo spettacolo che sarà ancora in scena in pomeridiana oggi al teatro Lumière a Firenze ho subito pensato alla celebre canzone di Ligabue “Una vita da mediano” quando dice “…a recuperare palloni…nato senza piedi buoni…con dei compiti precisi/a coprire certe zone/a giocare generosi…da chi segna sempre poco/che il pallone devi darlo/ a chi finalizza il gioco…una vita da mediano/che la natura non ti ha dato/né lo spunto della punta/né del 10 che peccato…”: e infatti il formidabile Michele La Ginestra, protagonista di questo monologo, di cui è anche autore insieme ad Adriano Benicelli per la regia di Roberto Marafante, si è certamente ispirato anche a questo testo. Ottimo e commovente l’escamotage di utilizzare delle sagome di cartone, realizzate da Camilla Cuparo, per rappresentare le persone con cui il protagonista dialoga e perfetta anche l’idea di accompagnare le sue parole con musica suonata dal vivo ma dietro un velo, elemento che aggiunge poesia al tutto, musiche create da Antonio Di Pofi ed eseguite da Federica Rizzo alla viola, Carla Tutino al contrabbasso e Stefano Calderano alla chitarra; il tutto perfettamente “colorato” dal disegno luci di Francesco Mischitelli.

Michele La Ginestra, che era già stato sul palco del Lumière nella scorsa stagione, ci racconta, col suo stile brillante e spensierato, una storia sì di calcio ma che è anche di amore e di amicizia, la storia di un uomo che deve sempre allenarsi…anche per scrivere una lettera; sì, perché Michele ha immaginato, in questo suo racconto teatrale, che il protagonista scriva una lettera all’amico Tino (che solo alla fine scopriremo essere il calciatore Agostino Di Bartolomei che si è tolto la vita nel 1994 esattamente dieci anni dopo la finale di Coppa dei Campioni persa dalla Roma contro il Liverpool) e che faccia tanta fatica a scriverla “…una lettera che sto preparando da più di 15 anni, che potrebbe servire per chiarire a me e agli altri il perché di molte cose… Ma anche nello scrivere, io mi sento… un mediano…però, in questa storia, come nella vita, anche le cose meno interessanti possono sorprendentemente diventarlo…così come lo sbattere un pallone contro una saracinesca, può servire a vincere la solitudine…vero Tino?! è solo una questione di allenamento!”…”

“Mediano di spinta” è un delizioso spettacolo, divertente e profondo allo stesso tempo, per parlare della vita partendo dal calcio e anche chi non ama particolarmente questo sport o non lo conosce nei dettagli sorriderà e si commuoverà alla goffa tenerezza piena di cuore di Michele La Ginestra: tutti al Lumière oggi pomeriggio, non ve ne pentirete!

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