“Enrichetta Pisacane” al Teatro delle Donne di Calenzano

Print Friendly, PDF & Email

enrichetta pisacane al teatro delle donne di calenzano

Un teatro miniatura, il Teatro delle Donne a Calenzano in provincia di Firenze, poco più di 100 posti, ma che è arrivato a compiere 25 anni e ha scelto come spettacolo inaugurale del nuovo cartellone un testo scritto da una donna, Dacia Maraini, sulla storia di una donna, Enrichetta Pisacane, interpretato da una donna, Simona Marchini, e con la regia di un’altra donna, Gisella Gobbi.

Dacia Maraini, con questo suo testo teatrale scritto per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, esamina, con occhio attento e partecipe, uno degli amori più sentiti e sofferti della storia del Risorgimento italiano, quello tra Enrichetta di Lorenzo e Carlo Pisacane e ce lo regala attraverso un lungo dialogo immaginario di Enrichetta, impersonata da Simona Marchini, con la figlia Silvia, che non compare mai in scena, attraverso il quale vengono rievocate le figure di Carlo Pisacane, che è Marco Mario De Notaris, e di suo fratello Filippo, interpretato da Andrea Giuliano, con l’accompagnamento musicale dal vivo del violoncello di Simonpietro Cussino: un applauso collettivo a tutti.

Ma chi è stata Enrichetta Pisacane? Ci sembra necessaria un brevissimo riassunto per coloro che non hanno avuto l’occasione di applaudire questo spettacolo.

Enrichetta, appena sedicenne, fu costretta a sposare un vecchio marchese napoletano da cui ebbe tre figli ma, nonostante questi legami, decide con grande coraggio di seguire Carlo Pisacane, giovane ufficiale di cui si innamora profondamente, nella sua avventura straordinaria di patriota rivoluzionario. Enrichetta era una donna raffinata intelligente e coraggiosa e morì in povertà.

Nello spettacolo teatrale è la stessa Enrichetta a raccontare alla loro figlia Silvia, secondo il suo punto di vista, la loro storia e quella del nostro paese. Dacia Maraini ha scelto di descrivere questa donna attraverso la sua stessa memoria.

Concludo con le parole dell’autrice: ““La cosa che mi ha più affascinato di Enrichetta Pisacane è il coraggio e il suo essere idealista. Nel momento in cui sceglie di lasciare il marito perde tutti i diritti sui figli e inizia a fare una vita durissima da esule, di miseria e di privazioni con Carlo Pisacane. E lo ha fatto non solo per amore, ma anche per condivisione delle stesse idee: volevano entrambi l’Italia repubblicana e libera dagli stranieri. Non era solo amore tra di loro, era un progetto di vita e politica insieme. Si sono innamorati e ritrovati con le stesse idee e gli stessi ideali per il futuro. È stata una donna coraggiosa, che ha abbandonato la famiglia perché non poteva farne a meno: una donna adultera perdeva completamente i diritti sui figli. Lei avrebbe voluto portarli con sé, ma non era possibile…E’ un esempio di idealismo che fa bene all’Italia di oggi. Pensiamo di essere un Paese cinico e l’idea di scoprire un nostro passato così proiettato in un futuro democratico è bellissima e consolante. Enrichetta aveva coraggio, lealtà, voglia di cambiare, di esserci e di fare…”: quante di noi hanno lo stesso coraggio di Enrichetta? Quante di noi farebbero la sua stessa scelta?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*