Sogno di una notte d’estate

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sogno di una notte d'estate

Pochi testi come lo shakespeariano Sogno di una motte di mezza estate, che qui diviene solo “d’estate” mutuato dalla traduzione del testo della poetessa Patrizia Cavalli, hanno prodotto una simile serie di allestimenti e interpretazioni perché sono pochi i testi che siano così emblematici del meccanismo teatrale stesso con l’intreccio ramificato di un numero di livelli d’ispirazione, fonti d’ispirazione e tipologie costruttive diverse.

Com’è noto sono tre le storie che vi s’intrecciano, non è il caso di riepilogare; Carlo Cecchi, regista e anima di questo spettacolo, ma soprattutto attore e regista fiorentino con un palmares denso e variegato, ha fatto tesoro degli allestimenti precedenti per immaginare uno spettacolo che è nato come saggio di diploma degli allievi attori dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, da lui diretto nel 2009, e che viene portato per la prima volta in tournée. Nel saggio si era limitato a fare il regista mentre qui Carlo Cecchi si è ritagliato il ruolo del narratore, quello di Egeo e di Cotogno perché, come dice nelle sue note di regia, “cioè che ci unisce, scavalcando le generazioni, è il teatro, ossia la ricerca di quel rapporto attivo tra attori e spettatori nell’immediatezza del qui e ora della rappresentazione che solo il teatro ancora può far vivere”.

E i suoi allievi sono stati straordinari, un applauso collettivo e sentito a tutti loro che si unisce a quello tributato loro dal numeroso pubblico presente ieri sera alla Pergola; personalmente vorrei regalare un “bravo” speciale a Luca Marinelli, che è Piramo, a Dario Iubatti, improbabile Tisbe, a Barbara Ronchi nel ruolo di Elena e Silvia D’Amico in quello di Puck. Ma, ripeto, tutti assolutamente formidabili, alcuni di loro, essendo anche musicisti, hanno eseguito alcune melodie dal vivo. Non esiste una scenografia classica, uno spazio teatrale preciso, gli attori si muovono giocosi per tutta la sala che si trasforma in un trafficatissimo bosco, l’idea scenica è dello stesso Cecchi e di Roberto Bivona mentre i coloratissimi costumi sono di Sandra Cardini, le luci di Stefano Barbagallo e la consulenza musicale di Nicola Piovani.

Concludiamo con le parole del filosofo Benedetto Croce: “La quintessenza di tutte queste commedie e il Sogno di una notte di mezza estate, dove le rapide accensioni, le incostanze, i capricci, le illusioni e le delusioni, le follie d’ogni sorta dell’amore si danno un corpo e tessono un loro mondo così vivo e reale come quello degli uomini che quegli affetti visitano…”: lasciatevi incantare dalla magia di questo Sogno che Carlo Cecchi e i suoi quindici splendidi allievi ci regalano fino al 12 dicembre al teatro della Pergola a Firenze.

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