Tutta colpa di Miguel Bosè

Print Friendly, PDF & Email

tutta colpa di miguel bosè

Che colpa ha Miguel Bosè? Ce lo spiega subito appena sale sul palco del teatro di Rifredi (ve lo dirò tra poco…un attimo di attesa…) Fabio Canino, che proprio in questo stesso teatro, negli anni Novanta, ha iniziato la sua sfolgorante carriera di attore, intrattenitore e imbonitore; è sicuramente il personaggio dello spettacolo italiano più adatto, per storia e carattere, a portare sulla scena gli stralci, i ricordi e le polemiche dell’omonimo, ironicissimo libro di Sciltian Gastaldi edito da Fazi.

Per dare voce a questi ricordi Fabio Canino si avvale della collaborazione, sul palco, di cinque bravi attori, Giulia Bravi, Elena D’Anna, Stefano Gragnani, Lorenzo Micheli e Filippo Rak (li ho elencati in puro ordine alfabetico) che impersonano i vari membri della bislacca e originale famiglia del protagonista; e di quattro musicisti: Simone Vassallo alle percussioni, Niccolò Giordano alla tastiera, Leonardo Cecinati al basso e il formidabile Gabriele Mori alla voce, tutti abilmente diretti da Angelo Savelli.

Cosa racconta questo divertente libro di Gastaldi e, di conseguenza, lo spettacolo di ieri sera che chiudeva anche il Florence Queer Festival? L’evoluzione del costume italiano, dagli anni ’70 al fatidico 2000, attraverso la musica, il cinema, la letteratura, la televisione, le icone gay e i turbamenti di un giovane metrosessuale (o bisessuale, se preferite) che a cinque anni inizia ad avere dubbi sul suo orientamento sessuale perché trova irresistibili sia le spaccate di Heather Parisi che lo sculettare di Miguel Bosè a cui, appunto, si dà la colpa nel titolo sia del libro che dello spettacolo.

Fabio Canino è stato semplicemente travolgente, divertentissimo, ammiccante, autoironico e tanto altro ancora: sono sicura che sia Firenze che il mondo lgbt lo ringraziano per questo.

.

presenta FABIO CANINO in
TUTTA COLPA DI MIGUEL BOSÈ
stralci, ricordi, commenti e polemiche dall’omonimo libro di Sciltian Gastaldi (Fazi Editore)
a cura di Angelo Savelli
con Giulia Bravi, Elena D’Anna, Stefano Gragnani, Lorenzo Micheli, Filippo Rak,
e con Simone Vassallo – percussioni, Niccolò Giordano – tastiera, Gabriele Mori – Voce,
Leonardo Cecinati – Basso

Fabio Canino torna al Teatro di Rifredi dove negli anni novanta iniziò la sua folgorante carriera di attore/intrattenitore/provocatore con un inaspettato Gian Burrasca per bambini (…ma un po’ Gian Burrasca è sempre rimasto…) seguito a ruota da uno sfacciato e divertente Making porn e dal suo indimenticabile Fiesta, omaggio trash, ma non solo, al mito di Raffaella Carrà. Canino è senz’altro il personaggio dello spettacolo italiano più adeguato, per storia e carattere, a portare sulla scena stralci di questo ironicissimo romanzo di Gastaldi che racconta l’evoluzione del costume italiano, dagli anni ’70 al fatidico 2000, attraverso la musica, il cinema, la letteratura, la televisione, le icone gay e i turbamenti di un giovane metrosessuale (o bisessuale, se preferite) che a cinque anni inizia ad avere dubbi sul suo orientamento sessuale trovando irresistibili sia le spaccate di Heather Parisi che lo sculettare di Miguel Bosè. La televisione commerciale, in quegli anni innocente e non ancora “cattiva sorella”, sarà la sua vera babysitter all’interno di una famiglia bislacca ma tipicamente italiana: papà nella Guardia di Finanza, mamma ex cantante di piano-bar, fratello neofascista iscritto al M.S.I e sorella omofoba e integralista cattolica che durante la storia sforna tredici figli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*