Mike torna a casa

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Milo Infante nell’Italia sul2 riporta l’attenzione sul caso del trafugamento della bara di Mike Bongiorno avvenuto nella notte tra il 24 eil 25 gennaio scorso dal cimitero di Dagnente (Novara) e il suo ritrovamento a Vittuone, piccolo centro del Milanese nelle vicinenze del cimitero in cui riposava la salma.

Ritrovata dopo 318 giorni di ansia, mitomani, veggenti,  tentativi di estorsione che hanno voluto far leva sul dolore per la famiglia  intenzionata a  riavere il proprio caro a qualunque costo. Ora l’epilogo, avvenuto per caso, il feretro è  stato abbandonato poco prima dell’ alba nelle acque del fontanile, accanto alla chiesetta di Santa Maria del Lazzaretto,  in una zona di aperta campagna, ma che confina con due strade provinciali,  molto frequentata dagli amanti del jogging, da cacciatori e escursionisti a cavallo. E infatti, un uomo con il suo cane, passeggiando,  ha visto la bara coricata sul fianco e ha dato l’allarme.

Riportata a Milano all’Istituto di Medicina, per gli accertamenti, dove i figli hanno riconosciuto la cassa  del loro papà.  La bara non sarebbe mai stata aperta. I bulloni sarebbero ancora ben saldati alla struttura. Il nucleo dei Ris si occupa dei rilevamenti sul luogo del ritrovamento, in cerca di tracce che possano indicare dove il corpo del celebre conduttore è stato tenuto per tutto questo tempo e da chi. I militari analizzeranno se sul terreno i malviventi possano avere lasciato qualche impronta, cicca di sigaretta o tracce di pneumatico.

Un ritrovamento casuale, che fa supporre che la stretta delle indagini abbia accelerato i tempi della riconsegna. Un azione fatta a scopo estorsivo. Sicuri che colpendo un simbolo della storia della nostra televisione, che ha contribuito alla formazione degli italiani , sarebbe stato meglio e più facile di un colpo in banca.

Per rubare le spoglie i ladri hanno rotto la lapide della tomba. A dare l’allarme la mattina del 25 gennaio è stato un anziano, Giuseppe Buscaglia, andato a fare visita ai suoi defunti. Il pensionato ha raccontato agli investigatori di aver visto la lapide divelta, i mattoni a terra e il loculo vuoto e di aver immediatamente avvertito il custode del cimitero. I carabinieri iniziate le indagini, hanno  raccolte testimonianze, analizzate immagini di telecamere e tabulati telefonici.

Da allora i familiari non hanno avuto pace e hanno rivolto più volte appelli accorati ai ladri affinché riportassero Mike al suo luogo di sepoltura, senza però ottenere nessun risultato: sia della salma sia dei responsabili del furto, che però si suppone siano della zona.

Braccati da tempo gli autori del reato se ne sono liberati e in tal modo si è scritta la parola fine sulla sofferenza aggiuntiva alla già triste perdita. Il figlio Michele: “Adesso stiamo decisamente meglio,siamo felicissimi che sia stato ritrovato il corpo, anche perché sempre stata l’unica cosa che ci interessava davvero”.

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