Quattro chiacchiere con Elisa Franco

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elisa francoIntervista a Elisa Franco, attrice e regista teatrale catanese

Stai per debuttare nella regia teatrale di “Cavalleria rusticana”…iniziamo da qui con le domande:

– Come sei arrivata alla regia? Volevi sperimentarti anche in questo ruolo oltre che come attrice?

– In questi vent’anni di attività teatrale come attrice, mi sono spesso sentita attratta anche dal cimentarmi nella regia. Ma ho dovuto ovviamente aspettare tempi più maturi, cercando nel frattempo di imparare dalle persone con cui ho lavorato. La scorsa estate ho curato la regia di uno spettacolo di Teatro-Canzone da me ideato insieme alla cantautrice Letizia Contadino; e il bel risultato ottenuto mi ha spinta a riprovarci ancora.

– Leggo nella tua biografia che, oltre a essere attrice teatrale, ti sei cimentata anche nel corto e mediometraggio e hai girato anche un documentario per la televisione…quale di questi mezzi artistici prediligi? Quale credi che esalti al meglio la vera Elisa Franco?

– Le mie esperienze in campo cinematografico e televisivo mi hanno dato modo di confrontarmi con artisti come Mario Opinato, Tano Cimarosa, Tony Sperandeo e sicuramente rappresentano il modo più diretto per arrivare ad un pubblico più ampio. Ciò nonostante io nasco come attrice di prosa e amo lo scricchiolio delle tavole del palcoscenico e quello scambio emozionale intenso che avviene tra me e il pubblico all’interno di quella grande scatola di sogni che è il teatro.

– Quanto conta per te essere siciliana e soprattutto catanese nel mondo del teatro?

– Il mio rapporto con la mia indubbia sicilianità in realtà è di amore-odio; amo la mia terra, i suoi odori e sapori, il calore delle persone; ma purtroppo devo anche ammettere che ancora oggi la Sicilia non riesce ad offrirti grandi opportunità di crescita in campo lavorativo; non c’è posto per la meritocrazia e la ricerca di un tuo spazio diventa una lotta continua contro un sistema che non ti aiuta in alcun modo. Per questo purtroppo devo anche ammettere che ancora oggi la Sicilia non riesce ad offrirti grandi opportunità di crescita in campo lavorativo; non c’è posto per la meritocrazia e la ricerca di un tuo spazio diventa una lotta continua contro un sistema che non ti aiuta in alcun modo. Per questo purtroppo molti siciliani si allontanano da qui. E non nego di averci pensato più volte anche io…

– Provieni da una famiglia di artisti che ti hanno trasmesso il loro DNA o sei la prima?

– La mia non è una famiglia di artisti; e in realtà credo di essere l’unica ad aver intrapreso questa strada. Ho dovuto in effetti superare momenti difficili; i miei genitori mi spingevano ovviamente alla ricerca di un lavoro “meno rischioso” e che mi potesse dare una sicurezza economica. Ma quando hai una passione così forte dentro, non puoi che seguirla, nonostante la strada sia in salita. Oggi finalmente ho il loro sostegno e mi sono guadagnata la stima di tanti che mi seguono sempre con interesse.

– Ultima domanda forse un po’ polemica:

– Perché hai scelto proprio questo testo verghiano che solo nella scorsa stagione teatrale a Catania ha avuto almeno tre diverse messe in scena che ho personalmente recensito? Ci sono così tanti splendidi testi di autori siciliani ancora tutti da scoprire, non credi?

– La messa in scena di “Cavalleria rusticana” in realtà nasce da diverse motivazioni; da siciliana amo in modo viscerale gli autori nostrani e mettere in scena “il verismo” verghiano con tutte le sfaccettature caratteriali legate ai personaggi di cui si narra, mi riempie sempre di entusiasmo. Inoltre ho un legame molto forte con questo spettacolo che in passato mi ha dato delle belle soddisfazioni; e parecchia gente ha espresso il desiderio di rivedermi nei panni di “Santuzza”. Con la mia regia (che ho voluto mantenere sul classico), ho sottolineato l’aspetto più autentico di cui sono intrisi tutti i personaggi del dramma; con le loro inquietudini e la grande passionalità con cui affrontano le situazioni. Al termine di questo impegno artistico, ho già altri progetti in cantiere e alcuni di questi coinvolgono nuovi autori siciliani di grande talento con cui sto collaborando per la stesura di una sceneggiatura cinematografica.

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