Anna Maria Castelli al Teatro delle Donne di Calenzano

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Anna Maria Castelli's recent tour in Siberia

Anna Maria Castelli, il passerotto italiano…sì, perché “Piaf”, in argot francese, vuol dire “passerotto” e così è universalmente nota la grande chanteuse francese Edith Gassion le cui canzoni la cantattrice Anna Maria Castelli ha voluto riproporre nella sua personalissima interpretazione in “Sous le ciel de Paris – omaggio a Edith Piaf” che, reduce da una tournèe in Siberia, è approdato ieri al Teatro delle Donne di Calenzano.

Sul palco, insieme a lei, tre formidabili musicisti che hanno “interagito” musicalmente con la protagonista in un’empatia musicale davvero rara ed emozionante, da brivido, permetteteci il termine: Simone Guiducci alla chitarra, Yuri Goloubev al contrabbasso, sia con archetto che pizzicato, e Thomas Sinigaglia alla fisarmonica.

Il programma della serata è iniziato con “Comme moi” per proseguire poi con “La foule” e arrivare a “Les amants d’un jour”, nota al pubblico italiano nella traduzione “Albergo a ore” cantata da Gino Paoli, e resa straordinariamente da Anna Maria Castelli. A seguire un altro brano celebre, “Les feuilles mortes”, testo del poeta Prevert e musiche di Kosma, noto anche in versione italiana, qui arricchito da uno stupendo assolo del contrabbasso.

E irrompe “Milord”, a cui la protagonista infonde tutta la sua energia per poi alla dolente “Je n’attend plus” i cui accordi sono in perfetto pendant con la tristezza delle parole, struggente l’assolo di chitarra.

E ancora energia e sorriso in “Padam padam”, un gioco di parole, una tournerie inventata dalla Piaf, travolgente; e di nuovo una chanson lenta, una struggente preghiera, “Mon Dieu”, in cui la Piaf chiede al Signore di far durare il suo ultimo amore ancora per un poco.

E’ poi la volta di “Mon manège à moi”, molto allegra e ironica, che Yves Montand non volle cantare, quindi “Dans la rue” molto ritmica e, per concludere, i due cavalli di battaglia della Piaf: “Je ne regrette rien” e “La vie en rose” tra le quali ha inserito “L’accordeoniste”.

Ha concluso con la canzone che dà il titolo al recital “Sous le ciel de Paris” e come bis ci ha regalato la celebre e stupenda “Ne me quitte pas” di Jacques Brel: il passerotto francese è tornato a nuova vita in Anna Maria Castelli che non canta semplicemente le sue canzoni, le vive profondamente dentro di sé.

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