La vendetta di Afrodite al Teatro Lumière di Firenze

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la vendetta di afrodite

Afrodite è la dea dell’amore e della sensualità, la “collega” greca della romana Venere, e ieri sera ha consumato la sua “vendetta” al teatro Lumière di Firenze con “La vendetta di Afrodite” interpretato e diretto da Marcellina Ruocco e Monica Menchi che hanno attinto ai testi di due autori contemporanei per creare una commedia tutta al femminile davvero originale e divertente.

Il testo è idealmente diviso in tre momenti: nel primo Monica Menchi interpreta una donna in attesa di un uomo che lei ha invitato a cena per alleviare la sua infinita solitudine e che poi, inevitabilmente, non verrà; nell’attesa fa le prove di quello che gli dirà e di come si muoverà: formidabile in questo dialogo con un lui ancora non presente, non facile eppure lei riesce perfettamente a farcelo vedere.

Nel secondo momento entriamo idealmente nell’appartamento dell’altra coinquilina, una donna che si è affidata alla chirurgia plastica per tamponare gli effetti dell’età che avanza e che si rende conto di aver sbagliato tutto: alquanto difficile recitare con il viso ricoperto di bende su cui Marcellina Ruocco aggiunge pure gli occhiali e la borsa del ghiaccio: bravissima davvero e ottima l’idea del contrasto con la lingerie rosa sexy.

Nel terzo e ultimo quadro, quello della vendetta, finalmente le due coinquiline si conoscono perché la prima va a trovare la seconda e dopo una serie di scontri verbali su verità dure da digerire le due donne si capiscono e si coalizzano per una riscossa comune, per la…vendetta di Afrodite che viene visualizzata sul palcoscenico dal dischiudersi, come la farfalla dal bruco, della bellezza della prima, Monica Menghi, che esce dai panni della zitella grigia e triste e si trasforma in una bomba sexy.

Bravissime davvero le due attrici che hanno dimostrato una presenza scenica e una capacità attoriale di ottimo livello; la conclusione, a luci accese, è stata un dono, graditissimo, che Marcellina Ruocco ha voluto farci recitandoci una delle più belle poesie mai scritte, secondo la sottoscritta, “’A livella” di Totò: grazie di vero cuore.

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