CAVALLERIA RUSTICANA E CIVITOTI IN PRETURA

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Due commedie quasi teatralmente “sposate” perché atti unici di due grandi conterranei: “Cavalleria Rusticana” del verista Giovanni Verga e “Civitoti in pretura” di Nino Martoglio. Al Teatro Don Bosco di Catania il direttore artistico del gruppo “Sicilia Teatro”, Tino Pasqualino ha voluto omaggiare il suo pubblico con la “mis- en- scène” di due opere notorie cogliendone sfumature grottesche, passionali, paradossi, intensità, caricature.

Regista di “Cavalleria Rusticana” è la giovane ma d’esperienza Elisa Franco che ritroviamo come attrice nel ruolo di Santuzza. Messa in risalto in modo apprezzabile la passionalità, l’istinto della gelosia e dell’onore, l’irruenza e la forza istintiva degli “umili”. Un Verga che si muove nella propria terra accentuandone quelle “sfumature” autentiche e forti come l’attaccamento morboso alle cose e alle persone. Il giovane Michele Torrisi è Turiddu Macca, Compare Alfio è interpretato da Franco Gambino, la Gnà Lora da Stefania Micale, la Gnà Nunzia dall’intensità evocativa di Fiorella Tomaselli, lo zio Brasi è l’attore Saro Mazzullo, Comare Camilla è Annamaria Nicotra, Zia Filomena è Mariarosa Iudica, Pippuzza è Laura Costa. Da citare la partecipazione di Antonio Costa. Quando il tarlo della gelosia si insinua nella mente dell’uomo ne inibiosce la ragione, lo rende irrazionale, violento, spietato. Buona la prova da regista ed attrice di Elisa Franco che strappa applausi meritati del numeroso pubblico in sala.

Regista di “Civitoti in Pretura” è lo stesso direttore artistico del gruppo d’arte “Sicilia Teatro”, Tino Pasqualino, che “assembla” i personaggi caricaturali di Nino Martoglio in modo schietto e verace. Nel ruolo di Francesca Stonchiti, o meglio, “Cicca” (per evitare che non si riconosca) troviamo l’attrice Rita Biondi che ha saputo mettere in evidenza quella tipica “ignorante” ma simpatica e grottesca sicilianità del popolo della “Civita”, il più antico quartiere di Catania.

Giovanni Masillara è un credibile Giovanni Lo Faro, il pretore del “nord” è il sofisticato e disarmato Renzo Conti, il pubblico ministero è Gino Santagati, il cancelliere è l’attore di grande esperienza, il “ridanciano” Mimmo Salvo. Apprezzabile nella sua maschera l’attore Saro Mazzullo nei panni del rintronato usciere, ben affrontato, naturale e credibile Antonio Sturiale nel ruolo dell’Avvocato Pappalucerna traduttore dal civitotu all’italiano. Patos durante la sua caduta rovinosa, ben eseguita, durante l’ascesa sul palcoscenico.

Credibile l’attore Gaetano Di Benedetto nel ruolo di Messer Rapa, simpatico ed onesto platealmente deriso proprio per questa sua caratteristica peculiare. Maria Rosa Iudica è un’agguerrita ed energica Viulante.

Le scene sono curate da Giuliana Coco, la fonia da Mariaelena Trovato, i costumi della rinomata Sartoria Beneventano, il trucco di Sara Lattuga, sarta Giovanna Platania, il direttore di scena è Bruno Musumeci.

Applausi a scena aperta per un gruppo ben assortito ed unito dove la passione per il teatro si tocca con mano, si percepisce, si respira.

Dopo gli auguri di buone feste e buon anno 2012, il sipario si chiude e riapre quello ben più impegnativo che si chiama “vita”.

Alla prossima emozione.

Fotografie di Lucia Tranchina.

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