“Gianni Schicchi” al teatro Puccini di Firenze

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gianni schicchi's cast

Gianni Schicchi: una storia che è stata resa celebre da Giacomo Puccini e che Alessandro Riccio, protagonista e regista, rivisita in chiave comica unendo le sue straordinarie qualità di attore trasformista con la sua passione per le vicende storiche rilette in chiave dissacrante; dopo il debutto dello scorso 26 dicembre sulle tavole del teatro Puccini di Firenze ogni sera un successo di pubblico con un’affluenza davvero ragguardevole, addirittura per lo spettacolo del 31 c’è giù il tutto esaurito.

Per ottenere questo Alessandro si è avvalso delle scenografie di CLET, street-artist conosciuto a Firenze per le sue incursioni grafiche sui cartelli stradali, sulla porta di San Niccolò e sul Ponte alle Grazie, una collaborazione nuova, questa fra teatro e street-art, nel panorama artistico fiorentino; e degli splendidi costumi di Dagmar Lise Pedersen, autrici dei fastosi abiti di scena de “Il mese mediceo”. Completano il cast tecnico Beatrice Ficalbi luci, Daniela Ortolani sarta, Elena Pancino allestimento scenico e Matteo Cortesi assistenza tecnica.

In breve la storia: nella Firenze trecentesca l’importante famiglia Donati resta orfana del suo capostipite Buoso. La più cupa disperazione della famiglia si trasforma in ricerca affannosa e isterica del suo testamento e la disperazione è più cocente che mai quando, trovatolo, vi si legge che ha lasciato tutta la sua ingente ricchezza in eredità ai frati fiorentini. C’è solo un uomo che può salvare i Donati dalla rovina: Gianni Schicchi che è un uomo scaltro, bugiardo e forestiero; è un falsario di Montevarchi e la famiglia di Buoso gli si affida ma i Donati hanno molti segreti da nascondere, numerosi scheletri nell’armadio che Gianni Schicchi, il deus ex machina della vicenda anche visivamente perché recita appeso a un filo come un angelo vendicatore, tirerà fuori uno a uno in un disvelamento progressivo e assolutamente comico.

Alessandro Riccio è uno straordinario Gianni Schicchi, si merita tutti i prolungati e calorosi applausi finali che condivide con un cast di colleghi davvero bravi a iniziare dalle tre donne, Silvia Frasson che è Gemmata, sposata con Ciardo, Matiàs Enoch Endreis, ma incinta di Bindo, Matteo Meli, Maria Paola Sacchetti la cattiva e acida Sveva, e Daniela D’Argenio che interpreta sia Simonetta, svampita figlia di Gianni Schicchi e innamorata di Teodoro, una sorta di jolly, Gabriele Giaffreda, che Mannozzo. E poi Marcello Sbigoli che impersona Simone che sarà costretto a rivelare il suo originalissimo segreto (che non vi riveliamo), Francesco Mancini che interpreta sia frate Belandino che il notaio e Alessio Nieddu che è sia Buoso Donati, l’autore della beffa del testamento, che Vinciguerra.

Avrete capito che ci siamo divertiti grazie all’ironia mai volgare di Alessandro Riccio e del suo cast, rinnoviamo gli applausi e i complimenti meritatissimi.

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