Le Variazioni Goldberg di Bach e il pianista Andràs Schiff a Firenze

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andràs schiff

Le Variazioni Goldberg (BWV 988) sono un’opera per clavicembalo consistente in un’aria con trenta variazioni composte da Johann Sebastian Bach fra il 1741 e il 1745 e pubblicate a Norimberga dall’editore Balthasar Schmid. Sono dedicate a Johann Gottlieb Goldberg, a quel tempo in servizio come maestro di cappella presso il conte von Brühl a Dresda. L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche. Sebbene in passato le Variazioni Goldberg fossero considerate soltanto un esercizio tecnico piuttosto ripetitivo, nel XX secolo il contenuto emotivo e la portata dell’intera composizione sono stati ampiamente valorizzati, anche grazie ad analisi critiche e tecniche piuttosto estese. Le Variazioni Goldberg offrono il migliore esempio di una musica concepita per la ricreazione di uno spirito competente ed esigente. Il grande valore strutturale, l’irraggiungibile tecnica compositiva, l’abilità di toccare ogni possibilità espressiva del clavicembalo e la tecnica esecutiva richiesta fanno delle Variazioni Goldberg un vero monumento all’intelligenza del grande compositore. Sono molte le incisioni disponibili in tutto il mondo, insieme a libri e studi: ciò ha contribuito a renderlo uno dei pezzi più apprezzati da molti appassionati di musica classica ed eseguite su una varietà di strumenti musicali.

E questo monumento all’intelligenza di Bach è stato interpretato dal pianista ungherese, naturalizzato britannico e residente nei dintorni di Firenze, Andràs Schiff ieri sera nel nuovo Teatro della Musica da pochi giorni inaugurato a Firenze.

E per la prima volta da quando recensisco spettacoli e concerti mi affido alle notizie trovate sul web sia sull’interprete che sul brano eseguito perché la mia preparazione musicale non è all’altezza di dare alcun tipo di giudizio sull’interpretazione nonostante la fama delle Variazioni Goldberg, vi chiedo umilmente scusa per questa mia defaillance e vi porgo queste notizie che spero vi arricchiranno come è accaduto a me.

András Schiff, nato a Budapest il 21 dicembre del 1953 è un pianista e direttore d’orchestra ungherese naturalizzato britannico. La sua passione per la musica (in particolare per quella da camera) risale all’infanzia: a cinque anni ebbe la sua prima lezione di piano da Elisabeth Vandàsz; continuò il suo studio con i professori Pàl Kadosa, György Kurtàg e Ferenc Rados all’accademia Franz Liszt di Budapest. Si trasferì a Londra, ove prese lezioni da George Malcom. È uno dei più noti interpreti viventi di J. S. Bach, ma dedica parte attiva alle serate pianistiche con le esecuzioni monografiche delle opere per pianoforte anche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Schumann e Bartòk. Nel 2006 ha completato l’esecuzione dal vivo delle 32 sonate per pianoforte di Beethoven, in una lunga serie di applauditi concerti in tutta Europa iniziati alcuni anni prima e spesso preceduti da pubbliche conferenze-concerto in cui analizzava e illustrava i dettagli delle sonate. Nel 1995 assieme ad Heinz Holliger ha fondato gli Ittinger Pfingskonzerte (concerti di pentecoste di Ittingen) nella certosa di Ittingen, in Svizzera. Dal 1989 al 1998 ha diretto un festival di musica da camera, il Musiktage Mondsee. Nel 1999 András Schiff ha fondato una sua orchestra da camera, la Cappella Andrea Barca che da allora si esibisce in esclusiva italiana al Teatro Olimpico di Vicenza, nel quale dal 1998 dà luogo al festival Omaggio a Palladio. Andrea Barca: presentato come un fantomatico musicista italiano, sarebbe in realtà un gioco di parole, corrisponde all’italianizzazione del nome Andras Schiff e risulta quindi essere una parodia del maestro. Di seguito, uno scherzoso “curriculum”, redatto probabilmente da Schiff stesso, sul suo “omonimo” italiano; si noti che lo stesso maestro risiede nelle campagne fiorentine. Il presunto curriculum. « Andrea Barca fu un compositore fiorentino su cui si sanno ben poche notizie, nonostante il diligente impegno dei musicologi moderni. Sarebbe nato tra il 1730 e il 1735 a Marignolle, nei paraggi di Firenze, da genitori contadini. Ebbe una stretta vicinanza con Mozart nel concerto del 2 aprile 1770, nella villa di Poggio Imperiale a Firenze, quando collaborò in veste di girapagine. Dopo quel concerto decise di dedicare la sua vita all’esecuzione delle opere per pianoforte di Mozart; il suo entusiasmo per questa musica lo portò anche a Salisburgo, dove le sue fatiche furono accolte con valutazioni alterne dalla stampa locale; ben presto dunque tornò in Toscana. Tra le sue composizioni l’opera principale è “La ribollita Bruciata”, dramma giocoso in due atti, che può essere considerato il punto culminante della produzione musicale toscana dell’epoca. »

Notizie tratte dall’enciclopedia Wikipedia.

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