Almanya – La mia famiglia va in Germania

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locandinapg1Era molto tempo che non vedevo un film così bello. Le recensioni andrebbero scritte in terza persona ma questa volta voglio sovvertire le regole del giornalismo perché “Almanya – La mia famiglia va in Germania” è un film che mi ha dato molto e sottostare alle formali regole di scrittura, significherebbe spogliarlo delle emozioni che trasmette.

Le donne sono notoriamente poetiche e romantiche eppure all’uscita del cinema anche gli uomini avevano un’aria soddisfatta e sorridente.

Almanya è ambientato negli anni 50-60, l’epoca delle grandi migrazioni verso i luoghi in cui c’era una maggiore disponibilità lavorativa e la Germania era appunto uno di questi.

Intere famiglie di italiani e turchi hanno lasciato tutto ciò che avevano alla ricerca di una vita migliore che, seppur con molti sacrifici, hanno trovato in una Germania, rimasta senza operai a causa della guerra.

Così nasce la storia di Huseyin Yilmaz, patriarca di una famiglia turca, trasferitosi in Germania negli anni ’60, prima da solo e poi con tutta la sua famiglia: il milionesimoeuno immigrato.

Il film inizia alla fine della vita del patriarca e ripercorre all’indietro quarantacinque anni di storia attraverso il racconto della nipote più grande Canan al nipote più piccolo Cenk, figlio dell’unico dei tre figli di Huseyin ad essere nato direttamente in Germania.

Huseyin riunisce la famiglia per festeggiare il conseguimento dei passaporti tedeschi, grande orgoglio della matriarca Fatma ma non del marito che invece annuncia, trionfante, di aver comprato una casa nel vecchio paese turco di provenienza e di aver bisogno dell’aiuto della sua famiglia per i lavori di ristrutturazione. Vacanze pagate per tutti.

Nonostante lo sconcerto e le rimostranze generali, la famiglia accetta di partire senza sapere che tornerà totalmente cambiata e ancora più unita di prima.

Il nucleo familiare è inevitabilmente uno dei temi principali del film assieme all’immigrazione e all’integrazione delle comunità straniere nei paesi occidentali. Argomento purtroppo di attualità ai giorni nostri.

La delicatezza con cui il piccolo Cenk viene condotto indietro nel tempo non lascia indifferente il pubblico che preso anch’esso per mano, si fa accompagnare in questo tragitto e vive le emozioni dei personaggi.

Ogni fotogramma è impregnato di poesia, scorrono immagini di paesi diversi tra loro, di usi e costumi diversi, di tradizioni, di preconcetti ma non si fa caso a tutto questo perché i personaggi rubano la scena, tutti fortemente caratterizzati, dal più piccolo al più grande, quest’ultimo il ramo più nodoso verso cui gli altri tendono.

Non c’è futuro senza passato ma nemmeno passato senza futuro, sono due entità indissolubilmente e inesorabilmente chiuse in un abbraccio immortale.

Il film scorre veloce tra musica, battute e scene esilaranti, emozioni a go-go e lacrime finali, perchè la commozione non manca!

Almanya ha già fatto 15 milioni di incasso e due milioni di spettatori, non vi aspettate però di vederlo proiettato in comode multisale, dovrete accontentarvi delle scomode poltrone dei cinema di nicchia ma ne varrà assolutamente la pena.

Riportiamo alcune parti delle dichiarazioni rilasciate dalle sorelle Yasemin e Nesrin Samdereli , che hanno scritto questa sceneggiatura basandosi proprio sui racconti della propria vita.

“Scrivere la sceneggiatura di Almanya – La mia famiglia va in Germania è stato un processo lungo e difficile e se non l’avessimo affrontato insieme ci saremmo sicuramente arrese – dicono all’unisono Yasemin e Nesrin Samdereli – In compenso siamo diventate un buon team, anche lavorando separatamente su diverse scene. Alla fine abbiamo dovuto stendere diverse versioni del copione, poiché in Germania c’è una tradizione di film a tematica “turca” essenzialmente drammatica…”.

“Almanya ci ricorda che questi lavoratori stranieri erano invitati dal governo tedesco e che hanno dato un enorme contributo alla stabilità economica del paese-concludono regista e sceneggiatrice -Avevano il diritto di restare e i loro figli e nipoti sono cittadini tedeschi a tutti gli effetti. Questo è quanto dice il nostro film: siamo qui e per noi è giusto così.”

“Tempo fa abbiamo iniziato a notare che molte persone trovavano divertenti i racconti della nostra infanzia, racconti di due bambine di origine turca nate a Dortmund. Basti pensare che una di noi (Nesrin) andava alla scuola cattolica, passando i mercoledì a cantare inni in chiesa, mentre l’altra (Yasemin) suonava il flauto in una banda. E ancora c’è chi crede che noi turchi non ci siamo dati da fare per integrarci! In ogni caso, quello dell’integrazione è un tema fondamentale oggi e il nostro film affronta delle domande chiave: perché siamo qui, come tutto è cominciato e cosa significa essere “stranieri”.

REGIA: Yasemin Samdereli

SCENEGGIATURA: Yasemin Samdereli, Nesrin Samdereli

ATTORI: Vedat Erincin, Fahri Ogün Yardim, Lilay Huser, Demet Gül, Aylin Tezel,Denis Moschitto, Petra Schmidt-Schaller, Rafael Koussouris, Aliya Artuc, Kaan Aydogdu

FOTOGRAFIA: Ngo the Chau

MONTAGGIO: Andrea Mertens

MUSICHE: Gerd Baumann

PRODUZIONE: Roxy Film (Andreas Richter, Ursula Woerner, Annie Brunner)

DISTRIBUZIONE: Teodora Film

PAESE: Germania 2011

GENERE: Commedia

DURATA: 97 Min

Almanya trailer

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