Leo Gullotta protagonista a “Doppia scena”

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L’attore interpreta Falstaff nella commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, in programmazione con grande successo alla sala Verga fino a domenica 26 febbraio.

Sarà Leo Gullotta il protagonista del prossimo incontro di Doppia scena, il fortunato ciclo nato dalla sinergica collaborazione tra il Teatro Stabile di Catania e la Feltrinelli Libri e Musica, che ospita gli incontri nel megastore di via Etnea.

Il prossimo, attesissimo appuntamento è per lunedì 13 febbraio alle ore 17,30 con il grande attore catanese (è nato al “Fortino”), impegnato nel ruolo di Falstaff nella commedia shakespeariana “Le allegre comari di Windsor” ospite della stagione dello Stabile fino al  26 febbraio alla sala Verga, nell’adattamento firmato da Fabio Grossi che cura anche la regia. Ad introdurre l’artista, autentico beniamino del pubblico cinematografico, televisivo e teatrale, sarà il direttore dello Stabile Giuseppe Dipasquale. A fare gli onori di casa il direttore della sede Feltrinelli di Catania Sunil George Salvini con la responsabile comunicazione ed eventi Sonia Patania.

Abilissimo è Leo Gullotta, smilzo e con una linea invidiabile, a trasformarsi nel panciuto Sir John Falstaff, burlone e crapulone.

«E vero, mi sono dovuto cucire addosso un personaggio grasso e grosso, a cui ho creduto di potere conferire un’aurea un po’ mediterranea, riconoscendo nel testo di Shakespeare le linee comiche e grottesche di Plauto e Terenzio. In ogni caso il testo del Bardo è stato scrupolosamente rispettato, semmai snellito per ridurre i canonici cinque atti in due. Soprattutto abbiamo voluto cogliere l’attualissimo messaggio di una collettività che si agita sotto le gonne del potere. Un’umanità composita, spesso gretta e meschina, in cui si agitano tipi universali, come il benpensante, il geloso, lo scaltro, l’antipatico. Per non dire del pettegolo e maldicente, che sguazza in quel vizio capitale che oggi chiamiamo gossip. In questa visione Falstaff è un diverso, perché non è ipocrita e rivendica fino alla fine il coraggio di essere se stesso».

Come Leo, che nell’incontro organizzato nella sua Catania parlerà non solo dei suoi cinquant’anni di arte e teatro, ma della sua vasta curiosità del mondo, decodificato con l’occhio intelligente della satira.

Foto_Leo_Gullotta

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